Caivano chiama, Succivo risponde!

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Quando la solidarietà non resta un concetto astratto, ti rendi conto che basta davvero poco a dare una mano e aiutare concretamente chi ne ha bisogno.

Basta, semplicemente, non lasciarsi scoraggiare dall’idea che “è poco, e non cambia nulla”, perché – aldilà di ogni  retorica – se tutti quelli che possono facessero il loro “poco” ci si renderebbe conto di quanto il proprio contributo è determinante.


Vi abbiamo raccontato, qualche giorno fa, la storia di Bruno Mazza, che da ex detenuto adesso opera nel Parco Verde di Caivano, presiedendo l’associazione “Un’infanzia da vivere”.

Un’associazione che, grazie ai numerosi progetti che promuove, offre un’alternativa ai giovani di un territorio così difficile e cerca di allontanarli dalla strada dell’illegalità.

Bruno Mazza è stato ospite di Gianni Simioli a Radio Marte, raccontando la sua storia e lanciando un appello a quanti volessero aiutare l’associazione,  che è sostenuta economicamente solo grazie a contributi privati: il campo di calcetto dove più di ottanta ragazzi si allenano quotidianamente è l’unico punto di aggregazione in mezzo alla desolazione delle palazzine del parco, e c’è sempre bisogno di aiuto e supporto.

E così, da Succivo, un’altra associazione ha raccolto l’appello. Ieri sera Salvatore Mitrano e Salvatore Papa, presidente e portavoce della “Homo Novus” hanno consegnato a Bruno e ai suoi ragazzi dieci palloni.

L’associazione Homo Novus organizza da sedici anni a Succivo il torneo di calcetto e il Festival dello sport, e i ragazzi del Parco Verde sono stati invitati a partecipare alla prossima edizione con una  loro squadra, e a titolo completamente gratuito.

“Sappiamo bene – ha ricordato Salvatore Mitrano – l’importanza di coltivare valori sani come lo sport e il volontariato nelle nostre realtà. Aiutandoci fra associazioni potremo anche rimarcare il valore della collaborazione e della solidarietà. Per ora siamo riusciti, accogliendo l’appello di Bruno alla Radiazza, a donare dieci palloni, ma ci impegnamo a restare in contatto con “Un’infanzia da vivere” per creare protocolli di intesa fra le nostre associazioni, nell’interesse dei ragazzi”.

Al Domenicale con entusiasmo da più di un anno, dopo il banco di prova con Paralleloquarantuno. Giornalista per passione, scrive di tutto quello che la entusiasma, predilegendo i temi dell’ambiente e della cultura. Classe ’71,buddista, due figli, nel tempo libero cucina e gioca a burraco. Se dovesse descriversi con una sola parola, sceglierebbe “entusiasmo”, anche se si definisce un’anima in pena. Scrivere le è indispensabile: si firma #lapennallarrabbiata, e questo è il suo modo per denunciare ingiustizie e dare voce ai sentimenti che vive, come tutto quello che la riguarda, con un coinvolgimento totale.