Giù le mani dal comandante.

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di Andrea Dching Carpentieri

Una città ancora ferita, una tifoseria ancora sotto shock per essersi vista rubare dalla tasca il portafogli in cui conservava gelosamente un biglietto di sola andata verso il Sogno: Napoli ed i tifosi del Napoli, piaccia o no, ora sono questo, ora stanno così.
In tale contesto il romano Aurelio De Laurentiis, oggi, afferma che il campionato non è stato falsato dalle decisioni arbitrali; poi, ovviamente, non ha coraggio sufficiente per sostenere fino in fondo le proprie opinioni, ed aggiunge che in partite precedenti un uso diverso del Var avrebbe potuto dare al Napoli un maggior vantaggio sulla Juve: preside’, questo campionato è falsato o no?
In ogni caso, il punto è un altro. La difesa (incoerente con quanto dichiarato dopo, se sincera; ancora più squallida se strumentale) prepara il terreno ad un attacco.
L’attacco più assurdo, perché rivolto al vero leader carismatico e punto di riferimento di squadra e tifoseria; l’attacco più vile, perché rivolto ad un uomo che ha dato tutto se stesso per la causa azzurra, ad un uomo che ha sempre accettato ciò che gli veniva offerto ed ha quasi sempre trasformato in oro quel che toccava; l’attacco più stupido, perché portato andando di fatto a schierarsi dalla parte di chi sabato ha goduto dello scippo, perché portato dicendo di stare con le ragioni della Juventus, cioè contro le ragioni dei napoletani.
L’attacco ha avuto come bersaglio Maurizio Sarri, accusato di essere il solo responsabile dello scudetto sfumato, e questo a causa dello scarso turnover praticato durante la stagione.
Lungi dal fare da ombrello al suo allenatore, Adl sceglie di parlare come un qualunque tifoso bianconero (di quelli stupidi, però, non di quelli intelligenti), e sostiene la tesi secondo la quale «Sì, Orsato avrà sbagliato, ma voi a Firenze avete perso». Un cazzo, romano, le due cose sono del tutto sganciate l’una dall’altra: la squadra a Firenze sarà pure crollata, e lo è, ma questo cosa c’entra col cartellino rosso VOLUTAMENTE risparmiato a Pjanic e col fatto che per lui e Koulibaly siano stati usati due regolamenti diversi?
La cosa più grave e più squallida del tuo comportamento sai qual è, romano? Se pensavi che Sarri avesse gestito male le risorse e avesse portato in fondo una squadra esaurita e scoppiata, perché non hai parlato subito? Come hai osato, romano, esultare con noi dopo la vittoria di Torino?
Ti conosciamo, romano, sappiamo che stai preparando l’ennesimo addio dell’ennesimo allenatore portato via di qua dalla tua cronica incapacità di mantenere quanto promesso.
Stavolta però, romano, ti stai prendendo un rischio enorme: sostituire il Comandante, sul campo e nei cuori azzurri, sarà estremamente difficile. Forse, stavolta, l’addio ti sarebbe convenuto evitarlo: ma come avresti resistito per almeno altri due anni accanto a chi in questi anni ti ha fatto ombra, attivando con i napoletani una connessione emotiva ed affettiva che tu forse neppure desideri, ma che di certo mai, mai, mai sarai in grado di avviare?

#giulemanidalcomandante

Il Domenicale News

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