Papa Francesco e le accuse del dossier di Monsignor Viganò. Il Pontefice: “Giudicate voi”.

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di Alessandro D’Orazio

L’ex nunzio apostolico a Washington Monsignor Carlo Maria Viganò ha recentemente divulgato attraverso la testata giornalistica “La Verità”, un dossier di 11 pagine secondo cui Papa Francesco avrebbe ignorato gli abusi sessuali del cardinale statunitense, Theodore McCarrick. Lo stesso nunzio avrebbe informato il Pontefice dei crimini commessi per decenni dall’ex arcivescovo di Washington, coperti però da Francesco in quanto McCarrick avrebbe favorito la sua elezione al soglio pontificio.

Viganò, inoltre, nel suo panegirico accusa molti altri esponenti della Curia, chiamando in causa alcuni porporati, in particolare gli ex segretari di Stato Angelo Sodano e Tarcisio Bertone, oltre agli ex sostituti Leonardo Sandri e Fernando Filoni, che a suo dire non avrebbero preso gli opportuni provvedimenti a carico di McCarrick.

Dal canto dell’Osservatore Romano, la pubblicazione della testimonianza dell’ex nunzio a Washington rappresenta tuttavia “un nuovo episodio di opposizione interna”. Poche parole, quelle del quotidiano della Santa Sede, che suggeriscono però come il documento sia da interpretare, più che per le sue presunte rivelazioni, come un attacco rivolto contro il Pontefice. Lo stesso direttore del quotidiano Gian Maria Vian riporta la risposta data da Francesco ai cronisti durante il volo da Dublino: “Io non dirò una parola su questo, perché parla da se stesso, e voi avete la capacità giornalistica sufficiente per trarre le conclusioni”.

Nonostante ciò, è bene sottolineare che la linea di “tolleranza zero” voluta da Benedetto XVI e proseguita da Bergoglio, con norme più severe e centinaia di preti spretati dall’ex Sant’Uffizio, sta vedendo i propri frutti. Poco dopo l’elezione di Francesco, con la legge numero VIII del 13 luglio 2013, infatti, si è assistito all’introduzione del reato specifico di “pedopornografia”, con cui è stata disposta una linea più severa da parte della giurisdizione vaticana nel perseguimento di queste azioni deplorevoli.

E citando le parole dello stesso Pontefice proferite nel corso del suo viaggio in Irlanda: “La gravità degli scandali degli abusi, che hanno fatto emergere le mancanze di tanti, serva a sottolineare l’importanza della protezione di minori e adulti vulnerabili da parte dell’intera società. In questo senso, siamo tutti consapevoli dell’urgente necessità di offrire ai giovani un saggio accompagnamento e valori sani per il loro cammino di crescita”.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.