Plastica: a breve una nuova legge per la salvaguardia dei mari

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di Alessandro D’Orazio
Una legge per la salvaguardia del mare dai rifiuti in plastica che lo invadono. Sarebbe questa la nuova proposta normativa che il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha intenzione di presentare alle Camere. Il testo, scritto insieme all’associazione “Marevivo”, è quasi ultimato. Le dichiarazioni del ministro sull’argomento fanno trapelare fiducia ed ottimismo: “Sono all’ultimo miglio per depositarla. Chiederò che venga incardinata in Parlamento entro la fine dell’estate” ha detto nel suo recente intervento al Giffoni Film Festival. 
La salvaguardia dei mari significa prima di tutto lotta all’uso indiscriminato della plastica con la conseguente limitazione di rifiuti dannosi per l’intero ecosistema. Costa ha infatti rivolto un accorato appello a tutti i cittadini: “Amiamo il nostro mare, non usiamo la plastica usa e getta”. D’accordo anche il presidente della Camera Roberto Fico: “Stiamo lavorando alla Camera per renderla plastic-free”. 
Basti pensare che l’85% dei rifiuti marini è costituito proprio da plastiche, il cui quantitativo è arrivato a superare le 8 milioni di tonnellate annue. L’obiettivo della nuova legge è perció quello di ridurre drasticamente l’uso di piatti, posate e cannucce in plastica, giungendo ad una stretta persino sui contenitori per cibi e bevande usa e getta. Inoltre, la nuova normativa dovrà intervenire prima che la stessa Unione Europea imponga all’Italia stringenti limitazioni all’uso di questo materiale. In tal caso, il nostro Paese anticiperebbe nei tempi persino i contenuti della proposta di direttiva presentata a maggio in Commissione Europea. Dopo i sacchetti di plastica, quindi, si punta a dire addio anche alla commercializzazione di altri prodotti, la cui indubbia utilità deve fare però i conti con le sempre più stringenti esigenze del fragile habitat in cui viviamo.
A mero titolo esemplificativo, gli esperti in materia fanno notare che ogni minuto finisce in mare l’equivalente di un camion pieno di plastica. Una situazione sempre più grave, dunque, a cui è doveroso porre rimedio anche attraverso proposte normative di tal genere.
Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.