#SPEGNIAMO I FUOCHI SVUOTANDO BOTTIGLIE?

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Lo avevamo lasciato a Capodanno, sul palco allestito per il concerto durante il quale avevamo scoperto che l’emergenza Terra dei fuochi era ufficialmente terminata, che soltanto l’1% dei terreni era inquinato  e che i prodotti delle nostre campagne venivano consumati nientepopodimenoche dalle cucine dei reali inglesi.

gigi-terra-fuochiPoi si era scusato sperando di giustificarsi con un misunderstanding, piuttosto che ammettere di aver, più o meno consapevolmente, sponsorizzato la campagna elettorale del governatore uscente, Stefano Caldoro, leggendo pari pari un comunicato che gli era stato consegnato all’ ultimo momento sul palco.

Dopo qualche tempo, Gigi D’Alessio, ci ha proposto “Malaterra”, una canzone d’amore per la sua terra natale ormai irriconoscibile, che termina con la straziante preghiera di scoprire, prima di morire, che questo fuoco “non bruci ‘a speranza ‘e sti figli”.

TERRA-DEI-FUOCHI-DA-CANTARE-IMG-638x425Il 6 settembre si esibirà in un concerto gratuito alla Reggia di Caserta, sponsorizzato dalle acque Uliveto e Rocchetta, che per l’occasione lanciano l’hashtag #spegniamoifuochi. A suon di bottiglie, a quanto pare.

Caro Gigi, te lo avevamo già chiesto a gennaio. Forse se venissi a farti un giro serio fra le nostre campagne, ti chiariresti le idee una volta per tutte. Per chi scrive, che fra roghi e fetori vari ci si sveglia ogni sacrosanto giorno, queste trovate pubblicitarie non fanno neppure più sorridere. Se poi l’intento era far capire che acqua, slogan e trovate varie possono stimolare le funzioni corporali varie dei destinatari… chapeau.

Ci siete perfettamente riusciti.

Al Domenicale con entusiasmo da più di un anno, dopo il banco di prova con Paralleloquarantuno. Giornalista per passione, scrive di tutto quello che la entusiasma, predilegendo i temi dell’ambiente e della cultura. Classe ’71,buddista, due figli, nel tempo libero cucina e gioca a burraco. Se dovesse descriversi con una sola parola, sceglierebbe “entusiasmo”, anche se si definisce un’anima in pena. Scrivere le è indispensabile: si firma #lapennallarrabbiata, e questo è il suo modo per denunciare ingiustizie e dare voce ai sentimenti che vive, come tutto quello che la riguarda, con un coinvolgimento totale.