Torino- Napoli: le pagelle di Pasquale Lucchese

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È dopo queste partite che vorresti non aver il ‘piacere’ e il dovere di scrivere della squadra per cui fai il tifo. Dopo una simile sconfitta e l’amaro in bocca che ti resta, vorresti isolarti nel tuo ‘dolore’, cercare qualsivoglia fonte di distrazione. E invece ti tocca l’ingrato compito…

Pagelle

Andujar: Non può nulla sulla loro rete, bravo sulla punizione di Bovo. Voto 6+

Koulibaly: Il Napoli è in pressione, il Toro chiuso nella sua metacampo, lui con un insensato retropassaggio dalla linea di centrocampo, regala un angolo ai granata, il primo della partita. Quanto basta per perdere il match. Sotto alcuni aspetti questo orrore, nella filosofia e nella pochezza tecnica di alcuni elementi della rosa, ricorda quanto successo con la rete cagliaritana del 3-3. Voto 4.5

Albiol: Sull’angolo condivide con Strinic, l’amnesia che regala il gol a Glik, il giocatore più pericoloso di tutta la A sui calci da fermo. Errore grave, anche perché l’ex Bari non vola in cielo per battere Andujar, non ha il ‘merito’ di uno stacco imperioso, ma quello più ‘leggibile’ ed evitabile, di anticipare nettamente i suoi avversari. Ingenuità assurda. Voto 4.5

Strinic: Soffre ma tutto sommato tiene il laterale brasiliano del Toro; sbaglia molto in appoggio. Voto 5+

Maggio: Prova alcune ‘vecchie’ galoppate, ci mette impegno. Voto 6-

Gargano: Tanti errori, non è lucido, recupera meno palloni. Un centrocampo con lui e David Lopez, può tornare utile se gli ‘avanti’ sono in giornata, per dare il giusto equilibrio alla squadra. In caso contrario, come nella serata di Torino, un centrocampo simile non riesce e non può dare un contributo adeguato. Voto 5.5

David Lopez: Meglio di Gargano, ma vale lo stesso discorso fatto per l’uruguaiano, e aggiungiamo un quesito: quanti gol hanno fatto i 4 centrocampisti del Napoli? Voto 6-

Callejon: Lontano parente dello spagnolo pre-convocazione in nazionale. Non si capisce perché debba restare in campo 90 minuti. Perché accorcia e fa un significativo lavoro tattico, ma a questo punto con lui, con i due mediani che sanno solo difendere, De Guzman dall’altro lato che pure fa più un lavoro di cerniera che propositivo, non lasciamo poco spazio all’inventiva, al gioco squisitamente ‘offensivo’? Voto 5-

Hamsik: Un bel tiro nel primo tempo è l’unico segnale di vita, poi tanti errori, eppure quando lui esce, il Napoli cessa ancor più di verticalizzare. Voto 5+

De Guzman: Una sola giocata degna di nota, simile a Doha, questa volta però Higuain spara alto. Per il resto anche lui resta in campo 90 minuti, facendo poco e niente. Voto 5

Higuain: Ha un solo pallone degno di nota, la sua girata termina alta; in un’altra occasione è bravo Padelli. Combatte, si arrabbia, ma non fa la differenza, difficile farla se accanto hai colleghi sottotono. Voto 5.5

Subentrati:

Gabbiadini: Un palo su punizione, un tiro che lambisce il palo, perché non giochi titolare (nonostante giovedì abbia riposato) è un mistero… Voto 6.5

Inler: Qualche errore ma anche tenacia e impegno; il tiro che scocca, appena entrato in campo, è la fotografia di questo giocatore. Dispiace, ma lo svizzero, ottimo e leale professionista, ha fatto il suo tempo. Voto 5.5

Zapata: Troppi pochi minuti per uno degli uomini più in forma del momento. S.V

Benitez: Non va condannata la scelta di ‘aspettare’ il Toro nei primi 45 minuti. La gara tutto sommato si era messa come forse voleva lui, con il Napoli che nella ripresa, pur non esaltando, aveva alzato il baricentro. Si attendeva e serviva la solita zampata di uno dei nostri avanti, e invece è arrivata ‘l’autozampata’: Koulibaly prima, Albiol-Strinic dopo.

Il Napoli non meritava di perdere, né di vincere. Torino-Napoli è la classica partita decisa da un episodio, la classica partita dove una volta tenuto a bada l’avversario (come il Napoli ha fatto nel primo tempo, rischiando una sola volta dopo 70 secondi), non ti resta che provare a vincerla, sfruttando la maggiore qualità tecnica in tuo possesso (ricordate lo scorso anno nello stesso stadio, la rete allo scadere di Higuain?).

Torino-Napoli è però anche la classica partita decisa da un calcio piazzato: il Napoli batte i suoi sei inutili corner, al Torino ne basta uno, regalato è dir poco, per portare a casa i 3 punti ed ergersi (per stampa locale e nazionale) a mega-super-imbattibile squadrone del secolo e a Ventura (lo ricordate a Napoli?) a eccelso e illuminato stratega della panchina.

Sorge spontaneo chiedersi perché Glik, 6 reti stagionali, tutti dai calci piazzati, venga dimenticato. Ancor più è sconcertante rammentare le tante reti subite a gioco fermo, mentre noi sulle medesime azioni, siamo praticamente innocui.

La partita non era stata preparata male, non si può pensare che ogni match, a maggior ragione se giochi ogni 3-4 giorni, e che in due reparti su tre, le scelte sono scadenti e contate, scendi in campo e aggredisci l’avversario dal primo al novantesimo. Certo, maggior mordente, maggior volontà di vittoria sarebbero auspicabili, ma l’impressione è che senza quel regalo, che nella forma e nella filosofia, ricorda molto la rete del 3-3 confezionata e gentilmente concessa al Cagliari, la partita poteva andar diversamente. Ma la storia non si fa con i se, quindi incassiamo questa amarissima e pesantissima sconfitta, evitando però di fasciarci oltremodo la testa. I limiti di questa compagine sono palesi anche alla famosa casalinga di Voghera, e lo sono sia quando si vince, grazie ad una prodezza di Higuain, sia quando sprechi punti in casa, a causa dei limiti tecnici e non solo di alcuni elementi presenti in rosa, sia quando si perde perché ai limiti tecnici dei soliti noti, si aggiungono le polveri bagnate di Higuain e compagni di reparto.

Arbitro: Sorvola su un mano in area di Moretti, e fa bene. El Kaddouri e Quagliarella potrebbero andare anzitempo negli spogliatoi, ma i due ex dal dente eccessivamente avvelenato, restano in campo. Pochi i 4 minuti di recupero, ma salvo Gabbia, oggi il Napoli non la metteva dentro neanche giocando 180 minuti… Voto 5.5

Torino: Squadra che dopo un inizio di stagione difficile, si è ripresa. Viene da una serie utile molto lunga, ha eliminato il Bilbao dall’Europa League, ma resta sostanzialmente una squadraccia. Un giocatore come Glik, in un calcio mediocre come quello del nostro campionato, potrebbe tornare utile, 6 reti per un difensore sono davvero tante.

L’ho scritto, e non per scaramanzia, anche dopo le vittorie e i punti rosicchiati alla Roma: pensiamo al terzo posto! Poi se i capitolini continuano nell’opera autolesionista (solo i giallorossi possono perdere il secondo posto), sarebbe delittuoso (e stasera delitto fu) non farsi trovare pronti. Per onestà intellettuale precisamo che il discorso fatto per la Roma sulla seconda piazza, vale anche per noi sulla terza: solo il Napoli può perdere il terzo posto.

P.S. Come sovente avviene in questi casi, quell’ingrato compito di cui sopra, si trasforma in una straordinaria arma per ‘sfogarsi’! Lunga vita alla scrittura ed eterna vita al nostro Napoli!

 

Pasquale Lucchese

Nato 34 anni fa a Napoli, da sempre residente a Casoria. Laureato in Storia alla Federico II, militante politico, impegnato nel mondo dell’associazionismo e del volontariato. Oltre alla storia, e alla politica, l’altra passione è il calcio, in particolare il Napoli. Il colore preferito è, ovviamente, l’Azzurro!