Una guerra ingiusta

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di Rosario Pesce

Una guerra è sempre ingiusta, tanto più lo è se colpisce i bambini, come nel caso della Siria.

Peraltro, colpevole è il silenzio della comunità internazionale, che finora poco o nulla ha fatto per evitare le stragi, che da troppo tempo si ripetono in quella parte del mondo.

Ma, non solo la Siria è il teatro di scene simili.

Nel corso degli ultimi decenni, in particolare dopo la conclusione della Guerra Fredda e l’inizio delle contrapposizioni a livello locale, sempre più sono le vittime innocenti, che pagano un prezzo troppo alto per eventi così luttuosi.

Inoltre, non si può non sottolineare come i potenti del mondo, in tali casi, tendono a volgere lo sguardo altrove, non dando importanza a fatti che sono, invece, meritevoli della massima attenzione.

Ed è grave che i bambini, che sono il futuro del mondo (o dovrebbero esserlo per tutti), si trovano al centro di eventi di natura militare, da cui non dovrebbero essere interessati.

Un tempo, le guerre si conducevano solo nelle trincee, per cui a morire erano i professionisti, mentre a partire dalla Seconda Guerra Mondiale le popolazioni civili sono state interessate in modo significativo dalla morte indotta dalle armi.

Peraltro, le armi convenzionali sono state sostituite da quelle che convenzionali non sono.

L’uso del gas come arma di sterminio sta divenendo una regola in un mondo nel quale le regole sono sempre meno rispettate, per cui i fronti contrapposti, in Siria come altrove, valutano la loro forza dalla capacità di distruzione di massa, che i loro eserciti possono vantare.

Questa è la morte non solo del diritto internazionale, ma anche della morale, perché la morte di un bambino non può avere alcuna giustificazione valida: né le ragioni della religione, né quelle della politica, né quelle dell’economia possono legittimare la morte violenta di un infante.

Forse, il nostro mondo sta divenendo sempre peggiore, di giorno in giorno?

Forse, di questo passo giungeremo tutti all’autodistruzione, perché non saremo più in grado di riconoscere una ragione comune che fondi il consesso mondiale?

O, forse, è in atto una cinica ed atroce selezione della razza, che la politica e l’economia mondiale non hanno interesse ad interrompere per motivazioni che nessuna morale, né religiosa né laica, può mai fondare e giustificare?

 

Rosario Pesce

Dirigente scolastico, dapprima nella secondaria di primo grado e, successivamente, nella secondaria di II grado. Gli piace scrivere di scuola, servizi, cultura, attualità, politica. I suoi articoli sono stati già pubblicati da riviste specialistiche, cartacee ed on-line, e da testate, quali: Tecnica della scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Ftnews, Contattolab.