Caso Huawei: cosa è successo veramente all’ombra dello scontro Usa-Cina

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di Alessandro D’Orazio

Da qualche giorno ormai sta imperversando nell’opinione pubblica internazionale il dibattito che vede protagonista la celebre azienda tecnologica Huawei, la quale rischia di perdere enormi quantità di denaro a seguito di una sospensione – decisa da Google – della licenza di utilizzare il sistema operativo Android nella sua versione più ricca e completa. Tutto questo al fine di rispettare le disposizioni imposte dal governo statunitense contro le aziende cinesi e volte a salvaguardare la sicurezza nazionale.

La società Huawei esiste dal 1987 e la fama di cui gode ha fatto sì che nel corso del 2018 registrasse ricavi record per oltre 108 miliardi di dollari. Nonostante ció, gli USA ritengono che la condotta della azienda sia lesiva degli interessi americani a causa di una presunta attività di spionaggio espletata per conto dello stesso governo cinese; i suoi prodotti tecnologici costituirebbero quindi una minaccia per la sicurezza nazionale, visto che potrebbero essere impiegati per costruire le reti su cui passano dati sensibili. Tali accuse, mai del tutto dimostrate, non sarebbero confermate dagli operatori mobili nè dalla presenza della società in molti altri mercati, a cominciare da quello europeo.

La perdita della licenza sopra menzionata non implica tuttavia che Huawei non possa più utilizzare Android, ma vincola il suo utilizzo alla sola versione base, quindi senza i prodotti di Google preinstallati e con serie complicazioni per mantenere aggiornato il sistema operativo, sia per quanto riguarda la sicurezza sia per le edizioni future di Android. La situazione però non sembra ancora essersi chiarita, in considerazione del fatto che lo stesso Trump ha dimostrato di non avere idee molto chiare sulla guerra commerciale sinora condotta. Per questo, entro poche settimane, il blocco nei confronti di Huawei potrebbe essere rimosso, così come auspicato da molti partners commerciali.

A questo punto, Huawei sta valutando le conseguenze della sospensione della licenza, cercando di rassicurare i suoi clienti circa l’assistenza e le funzionalità dei suoi smartphone. Inoltre, l’azienda potrebbe anche dotarsi di un sistema operativo completamente alternativo, sebbene l’impresa sia tutt’altro che facile. Nell’arco delle prossime settimane, dunque, verranno chiariti molti aspetti finora controversi, ma che stanno coinvolgendo in modo deciso le due superpotenze economiche Usa e Cina.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.