L’Unesco incorona il prosecco italiano, ma attenzione ai pesticidi

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di Alessandro D’Orazio

È notizia recente la concessione della certificazione dell’Unesco alle colline del prosecco, che sono state quindi nominate patrimonio dell’umanità. Ció è quanto deciso all’unanimità a Baku, in Azerbaigian, dal World Heritage Commettee Unesco composto da rappresentanze di Stati selezionati dalla stessa organizzazione con il compito di valutare la candidatura dei siti. I paesaggi vitivinicoli delle colline del prosecco superiore di Conegliano e Valdobbiadene sono quindi state inserite nella lista dei siti patrimonio culturale e naturale dell’umanità. 

Non tutti però brindano a tale riconoscimento. In primis le associazioni ambientaliste, tra cui Wwf, Legambiente, Pesticides Action Network e Marcia Stop pesticidi, le quali hanno tentato di richiamare l’attenzione sugli effetti della viticoltura intensiva e dell’uso di pesticidi che caratterizza la produzione di prosecco. Anche due deputate venete (Sara Cunial e Silvia Benedetti) e una consigliera regionale (Patrizia Bartelle) si sono unite alla protesta, esprimendo fermo dissenso.

Secondo diversi detrattori al riconoscimento, le colline di Conegliano Valdobbiadene sarebbero da tempo diventate il simbolo di una monocoltura vinicola industrializzata che fa un uso notevole di pesticidi, cancella la biodiversità, mette sempre più a rischio la qualità delle acque, del suolo e soprattutto la salute delle comunità locali.

Di parere opposto è stato, invece, il governatore del Veneto Luca Zaia, il quale ha dichiarato in un tweet: “Il lavoro non è finito: ci dobbiamo preparare alle visite dei turisti, dei tecnici del mondo scientifico e di tutti coloro che saranno curiosi di visitare queste zone”. Stessa soddisfazione è stata espressa dal ministro delle politiche agricole Gian Marco Centinaio, che ha dichiarato: “Oggi è una giornata storica per il Veneto e l’Italia intera. Le colline del prosecco di Conegliano e Valdobbiadene, eccellenza del nostro made in Italy, sono finalmente, e giustamente, patrimonio dell’umanità”. 

Per il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, infine, “l’iscrizione delle colline del prosecco nella lista del patrimonio dell’umanità impone, ora, una maggiore responsabilità nella gestione del territorio. E’ fondamentale che tutti gli attori istituzionali aumentino l’impegno per la tutela dell’ecosistema e della biodiversità trasformando questa zona in un esempio di sostenibilità libero dai pesticidi”.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.