Osanna, cinquant’anni di Progressive

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di Gianni Bianco

Quando si parla della musica rock italiana, il Prog-rock in particolare, non possiamo non ricordare un gruppo che ha fatto la storia del rock italiano: gli Osanna. Nati dall’incontro tra il gruppo Città frontale e l’innesto del talentuoso Elio D’Anna, sassofonista degli Showmen, il gruppo sceglie il nome che da cinquant’anni sopravvive alle mode e alle tendenze  e che continuerà ad esistere fino ai giorni nostri.

Leader indiscusso, il cantante Lino Vairetti. La produzione discografica nasce con l’album “L’uomo”. Il disco vince il primo della critica discografica italiana, in anni in cui la competizione era straordinaria. A seguire il gruppo collabora con Luis Bacalov, che l’anno prima con i New Trolls aveva proposto “Concerto grosso”, per la colonna sonora “Milano calibro nove” con il lavoro “Preludio, tema, variazione, canzone”.

Entra nel mondo Prog-rock italiano il gruppo degli Osanna e l’album “Palepoli”, del 1973, ne è la dimostrazione. Arriva il quarto lavoro “Landscape of life”, ma come spesso accade nel Rock di quegli anni, le cose cominciano ad andare male e il disco è il segno ineludibile di quella crisi. Il 1977 è l’anno del tentativo del rilancio, della trasformazione e soprattutto la speranza di un grande successo del migliore album degli Osanna “Suddance”.

Cantato in modo straordinario, per lo più in napoletano, l’album ci regala brani indimenticabili: “Ce vulesse; O napulitane; A zingara”. Fabrizio D’Angelo (tastiere) ed Enzo Petrone (BASSO), sono i nuovi innesti che compensano l’uscita di Elio D’Anna​ (SAX). Il disco ottiene l’apprezzamento della critica e dagli addetti ai lavori è considerato un capolavoro  ma non ottiene il successo di pubblico atteso.

Gli Osanna interrompono la loro attività musicale, ad eccezione di Lino Vairetti. Ricordiamo l’organizzazione per un ventennio dell’Afrakà Rock festival, venti edizioni ed ospiti quali: Eugenio Finardi, Enzo Gragnaniello, Teresa De Sio, Eduardo ed Eugenio Bennato, Verdena, Sud Sound Sistem, il Banco, Le Orme, Balletto di Bronzo, I Delirium, Jenny Sorrenti, Vincenzo Zitello, Napoli Centrale, Enzo Avitabile, Sergio Bruni, Peppe Barra. Tanti altri artisti stranieri: “The Animals, Spencer Davis Group, Noel Redding, Cousteau, Kelly Joe Phelps, Suzanne Vega, Odetta, The Wailers, John Wetton, Alvin Lee, Rachel Z, Tony Levin, California Guitar Trio, Ritchie Blackmoore, Brian Auger, Peter Hammill, Carl Palmer, Keith Emerson, Procol Harum, Asia, Eliades Ochoa di Buena Vista Social Club, Frank Gambale, Bettye Lavette, The Platters, Eric Martin, Richie Kotzen, Steve Hackett, Hot Tuna con Jorma kaukonen, Blaze Bayley, Kee Marcello, Vinnie Moore, Uli Jon Roth, Tm Stevens & Shocka”. Contemporaneamente Lino ripropone gli Osanna con il figlio Irvin Luca (voci e programmazione tastiere), Fabrizio Fedele (chitarre), Sasà Priore (piano e tastiere), Nello D’Anna (basso) e Gennaro Barba (percussioni).

Ancora oggi, il leader degli Osanna, tiene  alta la bandiera del più grande e longevo gruppo musicale del Rock progressivo italiano che, a cinquant’anni dalla fondazione, piange la scomparsa del chitarrista Danilo Rustici, volato nel paradiso musicale dove lo attendono tanti cari amici.

Non ci resta che seguire il rockumentary sui 50 anni degli Osanna “Osannaples” diretto da M. Deborah Farina in anteprima il 25 febbraio al “Seeyousound International Film Music Festival” di Torino. Il film, visibile dal 25 su Playsys.tv, è coprodotto da Vairetti con il co-fondatore Danilo Rustici. Per celebrare degnamente il cinquantennale della band sarà pubblicato a luglio il nuovo album “Il Diedro del Mediterraneo” e “Sulle note di un veliero” di Franco Vassia.

Il Domenicale News

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