Spice, la nuova droga sintetica che spopola tra i giovani. In Campania aumentano i consumi

Condividi su
Share

di Alessandro D’Orazio

In tema di sostanze stupefacenti una nuova droga ha invaso i mercati italiani; si tratta della cosiddetta “Spice”, una sostanza sintetica composta da un mix di erbe i cui effetti ricordano quelli della cannabis, ma le cui conseguenze sulla salute sono di gran lunga peggiori.

 

Il processo di preparazione  ricalca quello dei classici esperimenti da laboratorio: dopo aver essiccato le erbe, si procede all’aggiunta di sostanze chimiche in grado di accrescere l’effetto stupefacente della sostanza ed ottenere così una droga sintetica devastante. Il composto è attualmente conosciuto sotto vari appellativi, tra i quali K2, Moon Rock, fake weed, Yucatan Fire, Skunk o, più semplicemente, cannabis sintetica.

 

La sua grande diffusione, soprattutto tra le giovani generazioni, è dovuta al fatto che la Spice ha effetti simili a quelli della marijuana. In molte circostanze viene fumata anche in aggiunta allo stesso stupefacente o addirittura bevuta come fosse un infuso di tè. Per quanto possa sembrare “innocua”, la Spice provoca in realtà effetti pericolosissimi: in primis genera un senso di rilassamento e alterazione delle percezioni.

 

L’aggiunta di sostanze chimiche poi – attraverso una commistione con i recettori con cui lega il THC – ne amplifica la portata, provocando conseguenze del tutto imprevedibili. La comparsa di battiti cardiaci accelerati, vomito, agitazione, confusione e allucinazioni, pressione alta, ischemia e, nei casi più gravi, attacchi di cuore sono i rischi a cui si va incontro assumendo questa droga.

 

Una ricerca Espad (European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs) ha recentemente evidenziato, inoltre, come in Campania vi sia una maggiore percentuale di giovani assuntori di Spice o, più in generale, di cannabinoidi sintetici. Solo per citare qualche dato, su un campione di ragazzi intervistati nel 2017, il 13,3% di campani ha ammesso di avere assunto, nei 12 mesi precedenti, della Spice, contro una media nazionale di 11,9%.

 

L’indagine in questione ha interessato ragazzi di età compresa tra i 15 e i 19 anni. L’esito a cui la ricerca è pervenuta è stato, dunque, il riscontro di un uso al limite della dipendenza di questa droga; utilizzo contrastabile prevalentemente mediante campagne di sensibilizzazione ed iniziative di prevenzione al fine di affrontare i rischi che si corrono nell’assunzione di determinate sostanze.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.