L’Europa in sfacelo

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È evidente che il progetto di costruzione dell’Unione Europea sia, miseramente, fallito.

Gli ultimi eventi costituiscono la prova ulteriore di un simile dato.

Non si può ipotizzare che due Stati importanti, come Francia ed Italia, non trovino un accordo commerciale intorno ad una questione di vitale importanza, qual è quella del futuro dell’industria cantieristica del vecchio continente.

Così come è sempre più pleonastico sottolineare la differenza di posizioni fra Roma e Parigi in merito ai flussi migratori dal Nord-Africa.

Pertanto, è ovvio che, dopoché sarà terminata l’estate più calda degli ultimi trent’anni, gli Stati fondatori dell’U.E. si mettano intorno ad un medesimo tavolo, per rilanciare l’azione comune, se ancora essi hanno interesse a costruire una soggettività unica, tanto in campo economico, quanto militare.

Altrimenti, il processo di disgregazione sarà ineluttabile e, soprattutto, sarà sempre più veloce, perché le forze centrifughe prenderanno il sopravvento in modo irreversibile, determinando il ritorno ai vecchi nazionalismi, che si credevano cessati dopo la caduta del Muro di Berlino nel 1989.

Frattanto, l’Italia deve portare a termine il processo di transizione, che ormai è in pieno svolgimento da molti, troppi anni.

Le elezioni del prossimo inverno ci diranno una verità, speriamo definitiva, intorno agli assetti politici dei decenni futuri, dal momento che, inesorabilmente, delle tre soggettività partitiche odierne – il PD, la Destra ed il M5S – una dovrà vincere e, quindi, determinare la storia italiana nel quinquennio che ci aspetta, dal 2018 in poi.

Nel corso degli ultimi due decenni, tante volte è mancata, purtroppo, la giusta autorevolezza dei Governi italiani, per cui gli altri Stati europei, come accadde nella vicenda libica del 2011, ebbero gioco facile nell’imporre i loro interessi su quelli nostri.

È ineluttabile che la credibilità e l’autorevolezza dell’Europa saranno la somma di molti fattori: in primis, non si potrà più immaginare che le Cancellerie di Berlino e Parigi possano dettare legge a tutti gli altri Esecutivi.

Se questo continuerà ad accadere, è ovvio che sarà necessario uscire dall’U.E., ma forse è giunto il momento che gli Italiani, dal canto loro, lo capiscano ed evitino spiacevoli avventure, come sono state il berlusconismo ed il renzismo, in particolare, nella fase finale.

Ma, godiamoci gli ultimi scampoli di un’estate rovente, perché l’inverno prossimo, di certo, non sarà meno caldo ed infuocato.

 

Rosario Pesce

Dirigente scolastico, dapprima nella secondaria di primo grado e, successivamente, nella secondaria di II grado. Gli piace scrivere di scuola, servizi, cultura, attualità, politica. I suoi articoli sono stati già pubblicati da riviste specialistiche, cartacee ed on-line, e da testate, quali: Tecnica della scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Ftnews, Contattolab.