Concorso Navigator: intervista ad uno dei vincitori del concorso, il frusinate Gianmarco Agostini. Quanto guadagnano e come lavorano i navigator

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di Alessandro D’Orazio
Hanno superato una selezione pubblica complessa, basata su un test di 100 domande che verteva su 10 materie diverse  e dovranno svolgere una funzione di “assistenza tecnica” ai Centri per l’impiego al fine di coadiuvare nel ricollocamento dei percettori del reddito di cittadinanza. Tipologia di contratto Co co co biennale, stipendio lordo 30.939 euro annui, che di questi tempi fa gola a molti, come le tantissime domande di partecipazione alla selezione hanno dimostrato: più di 80 mila, ridottesi a 54 mila a seguito di preselezione per titoli, diventate poi 25000 al test finale, per 2980 posti. Sono i navigator, coloro che dovranno essere l’elemento chiave del nuovo strumento del Reddito di Cittadinanza. 
Ne abbiamo parlato con uno dei vincitori del concorso, Gianmarco Agostini di Frosinone, 28 anni, una laurea in giurisprudenza alla Luiss Guido Carli di Roma con 107 ed una evidente passione e competenza sulle questioni sociali.
Allora, Gianmarco, anzitutto perché hai scelto di partecipare a questa selezione? 
“Era una buona opportunità, dava la possibilità di poter lavorare nella propria terra. Ma in primis perché spero di poter dare il mio contributo nell’implementazione della misura del RDC”.
Ecco, cosa pensi del RDC? 
“Penso che fosse una misura necessaria in questo momento. Le politiche liberiste portate avanti negli ultimi decenni hanno portato a creare 5 milioni di persone che vivono sotto la soglia della povertà. Persone che magari sono figli o nipoti di chi ha contribuito con il proprio lavoro a rendere grande l’Italia. Ecco, a queste persone rimaste indietro uno Stato Sociale come il nostro, disegnato come tale dalla Costituzione in tutta la sua essenza, non può non dare una risposta e penso che il RDC possa esserne una efficace nel breve periodo. Certamente nel lungo va accompagnata, a mio parere, da una politica di investimenti pubblici che stimoli l’economia per l’effetto moltiplicatore keynesiano e crei così nuovi posti di lavoro, in modo tale da riuscire, tra le altre cose, a ben implementare anche la fase 2 del Reddito di Cittadinanza, quella attiva: riuscire a trovare un lavoro confacente alle loro competenze ai percettori ricollocandoli, ed a questa fase spero di poter dare il mio contributo”.
Dalle tue parole traspare un forte interesse per il sociale, potremmo dire che hai scelto una posizione lavorativa ben confacente alle tue aspirazioni.
“Si, sono un forte sostenitore dello Stato Sociale. Credo che lo Stato non debba mai lasciare indietro nessuno dei suoi cittadini. Per quanto riguarda me nello specifico, mi piace aiutare le persone e credo che questa posizione lavorativa me lo consenta, specialmente se ci sarà una buona organizzazione della fase 2, come credo e spero.”
Alla luce di quanto esposto, non ci resta dunque che augurare a Gianmarco e a tutti i nuovi navigator un grande in bocca al lupo per questa nuova avventura.
Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.