Condono del bollo auto per somme inferiori a 1.000 euro: è bagarre tra favorevoli e contrari

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di Alessandro D’Orazio

Chi non ha pagato il bollo tra il 2000 e il 2010 potrebbe vedersi cancellata la relativa cartella di Equitalia. I bolli auto non pagati in quel lasso di tempo, infatti, rientrano nella cosiddetta norma “strappa-cartelle”, inserita nella Legge di Bilancio 2019. Questo mini-condono cancella anche i debiti inferiori ai 1.000 euro nei confronti della Pubblica Amministrazione ed è applicabile persino alle sanzioni per violazioni al Codice della strada.

La sanatoria è rivolta a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito Isee e dovrebbe essere automatica: non bisogna dunque presentare alcun tipo di documentazione, sebbene nella realtà di tutti i giorni Equitalia ha in molti casi continuato ad inviare le relative cartelle. Per questa ragione, solo l’intervento della Commissione Tributaria potrà cancellare il debito pendente.

Ovviamente il requisito indispensabile per rientrare tra coloro che abbiano diritto allo stralcio della cartella sarà quello di essere iscritti a ruolo dell’ente riscossore nel periodo compreso tra il 2000 ed il 2010. Un bollo non pagato nel 2010, dunque, che sia stato iscritto però nel 2011 non potrà avvantaggiarsi della norma in questione.

Se da un lato appare manifesta l’intenzione del legislatore di voler andare incontro alle esigenze dei cittadini inadempienti, dall’altro lato bisognerà attendere ancora un po’ per lo stralcio debitorio in considerazione del fatto che la diffusione di questa notizia è divampata a seguito di una sentenza della Commissione tributaria regionale delle Marche; sentenza degna di tutto il rispetto giuridico del caso, ma che tuttavia non può essere paragonabile ad una pronuncia della Cassazione (la quale fino ad ora non si è espressa). Nonostante tutto, i più ottimisti credono nella estensiva applicabilità di tale provvedimento anche in virtù della pronuncia della stessa Cassazione su una questione assimilabile: quella del canone Rai.

Tali convinzioni – va però detto – non trovano d’accordo tutti. Tra gli enti pubblici maggiormente contrari alla norma ci sono le Regioni, saldamente attente alla difesa del proprio gettito, dato che il bollo auto è una delle loro principali fonti di finanziamento. E soprattutto non sembra aver gradito la misura delle cartelle “strappate” anche la vasta platea di cittadini adempienti, che a prezzo di enormi sacrifici si è impegnata a saldare le proprie posizioni esattoriali nel corso dei difficili anni della crisi economica.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.