Covid, in Israele il vaccino Pfizer riduce i casi del 94%. La luce in fondo al tunnel si avvicina

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di Alessandro D’Orazio

Il vaccino anti-Covid di Pfizer-BioNTech è stato efficace su quasi il 94% dei casi in Israele, garantendo una notevole protezione contro il virus. È quanto annunciato dal fornitore di servizi sanitari del Paese, confermando risultati che sembrano mostrare che il trattamento stia funzionando su un enorme campione di persone. Il successo delle campagne vaccinali su larga scala in Israele pare oramai un dato inconfutabile, tanto che gli occhi degli Stati occidentali sono tutti puntati sulle iniziative promosse dalle istituzioni del Paese mediorientale.

 

Il Maccabi Health Services, noto come Kupat Holim Maccabi, una delle quattro organizzazioni sanitarie attive e operanti in Israele, ha affermato di aver immunizzato circa 523 mila persone grazie alla somministrazione di entrambe le dosi del vaccino Pfizer. Dal monitoraggio ufficiale, inoltre, è emerso che solo 544 persone – lo 0,1% – hanno successivamente contratto il Coronavirus, sette o più giorni dopo aver ricevuto la seconda dose, e di queste nessuna è deceduta. Su 523 mila soggetti vaccinati solo 15 sono stati ricoverati in ospedale: otto in condizioni lievi, tre in condizioni moderate e quattro in condizioni gravi.

 

“Questi dati dimostrano in modo inequivocabile che il vaccino è molto efficace e non abbiamo dubbi che abbia salvato la vita a molti israeliani”, ha affermato Miri Mizrahi Reuveni, funzionario senior del Maccabi, al Times of Israel. Il primo ministro Benjamin Netanyahu, invece, sulla base dei risultati raggiunti ha promesso che l’intero Paese sarà completamente immunizzato entro marzo.

 

Ad oggi Israele rappresenta il miglior esempio al mondo di contrasto al Covid-19. I motivi sono da imputare essenzialmente al fatto che la campagna di vaccinazione nel Paese è iniziata presto, raggiungendo già più di un quarto della sua popolazione. Secondo la Johns Hopkins University, infatti, più di 2,3 milioni  di israeliani (pari al 27% della popolazione) sono stati completamente vaccinati.

 

Un modello in scala reale che dimostra gli effetti positivi della vaccinazione di massa contro il Coronavirus. A tal riguardo, Pfizer sta monitorando il sistema israeliano su base settimanale, per approfondimenti da utilizzare come riferimento in tutto il mondo, ma anche per verificare se il trattamento funzioni contro le cosiddette “varianti”. Finora il siero ha dimostrato di resistere contro quella inglese, ma non è ancora chiaro se gli stessi risultati possano valere anche per quella sudafricana. Nonostante questo, le procedure adottate dal governo israeliano sono risultate efficaci e la luce in fondo al tunnel sembra avvicinarsi giorno dopo giorno.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.