Il “Gallo cinese” canta in napoletano sul lungomare

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Mentre il resto del mondo sembra volersi barricare da tutto e da tutti, Napoli resta una di quelle poche città ad accogliere popoli e culture diverse; intrisa di un individualismo surreale, che però riesce a trovare una incredibile combinazione collettiva, forse perché i napoletani hanno dentro se stessi il patrimonio genetico di mille culture e non lo dimenticano. Si potrebbe quasi dire che sia una città gemellata con il mondo, come se una voce, forse quella di Parthenope…chissà, da quel magnifico golfo richiamasse tutti i naviganti per fermarsi lì e gli ultimi, si fa per dire, invitati, sono stati i cinesi e i loro festeggiamenti per il Capodanno.

E proprio il lungomare ha accolto la loro festa e le loro tradizioni, con esibizioni di kung-fu e acrobazie da parte di maestri e artisti provenienti dalla Cina, spettacoli con danze e canti di bambini della scuola della comunità cinese di Napoli; un’esotica e allegra manifestazione conclusasi con la degustazione di prodotti tipici della cultura cinese, ormai fortemente radicata sul territorio napoletano. Tanti appassionati dell’Oriente e tanti curiosi, insieme con il sindaco De Magistris, lo scorso 29 gennaio hanno rifatto il conto alla rovescia per festeggiare l’anno del Gallo…esatto il Gallo, lo zodiaco cinese è infatti basato su dodici anni ciclici, ognuno dei quali è associato ad un animale e la ricorrenza di ogni segno è calcolata sulla base del calendario lunare cinese, in uso insieme a quello Gregoriano, o Occidentale, usato però solo per scopi ufficiali.

Anche la Società Calcio Napoli ha voluto omaggiare l’evento con una serie di inziative speciali, tra cui uno sconto sui biglietti del 50 % ai tifosi cinesi che avessero voluto assistere al match contro il Palermo. La squadra di Sarri ha poi indossato una special limited edition della maglia gara con un patch dedicato all’anno del Gallo e i bambini che hanno accompagnato in campo i giocatori erano vestiti con una maglia rossa dedicata all’evento. Speciali messaggi di auguri sono poi comparsi sul LED a bordo campo durante la partita. Insomma, ancora una volta Napoli, si dimostra la città aperta che tutti, presto o tardi, finiranno per amare.

Valentina Ferrante

"Non sono italiana...sono Napoletana!" La famosa questione d'appartenenza! Valentina consegue la laurea in lingua cinese all’Orientale di Napoli e parallelamente ottiene il tesserino di giornalista-pubblicista all’Odg della sua città. Collabora con diverse testate locali e approda poi alla redazione del Domenicale News. Ad oggi responsabile di un progetto sul turismo rivolto alla città partenopea per conto di un’azienda londinese. Non tralascia le sue passioni, soprattutto per lo sport, che in passato ha trasformato anche in lavoro.