In nome della memoria

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di Rosario Pesce

È fondamentale tenere viva la memoria, perché senza questa l’Uomo può compiere gli stessi crimini che ha, già, commesso in un recente passato.

In particolare, in merito alla Shoah, è essenziale tenere sempre desta l’attenzione, perché l’umanità, forse anche per effetto della crisi economica e della caduta di punti di riferimento valoriali ed ideali, è diventata molto vulnerabile, per cui chi si fa portatore di odio e di sentimenti di avversione contro il prossimo, molto spesso, riceve un ampio consenso che non dovrebbe – invece – avere.

Certo, le condizioni storiche perché possano tornare gli orrori del Nazismo non ci sono, ma è anche altrettanto vero che, sovente, il pericolo si nasconde dietro l’angolo, laddove è – finanche – meno atteso.

L’inizio del nuovo millennio, non a caso, ha portato l’acuirsi di sentimenti che non fanno onore all’umanità: il diverso – per colore della pelle, idee, tradizioni culturali o modelli di comportamento – viene additato come il nemico della moltitudine, per cui non solo non scatta la logica dell’integrazione e dell’inclusione, ma si innesca un meccanismo di rifiuto e di rigetto, che è l’anticamera di ciò che, in Europa, si consumò negli anni Trenta e Quaranta del secolo scorso.

Ed, allora, la storia non è maestra di vita?

La funzione educativa della Scuola, della Chiesa, delle associazioni di volontariato, della famiglia spesso non è sufficiente nel contrastare simili fenomeni di rigurgito antisemita e necessita di essere rinverdita continuamente da messaggi positivi, che possano contrastare quelle dinamiche subdole che si sviluppano laddove il bisogno e l’ignoranza sono più forti.

Forse, l’impazzimento complessivo delle strutture sociali e la crisi dei corpi intermedi determinerà un aggravamento della condizione odierna, abbassando il livello di tolleranza e di democraticità che, in altri momenti, la società occidentale aveva palesato?

Certo è che è necessaria una svolta, se non si vuole che la tendenza antisemita e razzista degli ultimi anni si consolidi e che, per davvero, possa rafforzarsi una pericolosa condizione di inimicizia fra gli uomini, che porterebbe a situazioni non sanabili di conflitto.

Rosario Pesce

Dirigente scolastico, dapprima nella secondaria di primo grado e, successivamente, nella secondaria di II grado. Gli piace scrivere di scuola, servizi, cultura, attualità, politica. I suoi articoli sono stati già pubblicati da riviste specialistiche, cartacee ed on-line, e da testate, quali: Tecnica della scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Ftnews, Contattolab.