Cancro e case farmaceutiche: il complottismo che specula sulla malattia

Condividi su
Share

di Alessandro D’Orazio

Il pensiero che esista una cura per il cancro ma che venga occultata dalle case farmaceutiche è una convinzione che da anni circola in rete e che raccoglie facili proseliti tra le persone.

 

La verità è che i progressi nella cura della malattia sono spesso lenti, e non riguardano in pari misura tutti i tipi di tumore, ma va sottolineato che grazie alla ricerca clinica, di anno in anno si stanno facendo concreti passi in avanti nel trattamento del grande male del nostro secolo. In molti casi sono proprio i farmaci sviluppati dalle aziende farmaceutiche a consentire un progresso nel trattamento dei pazienti affetti da tumore.

 

Che la cura al cancro sia a portata di mano e che venga volutamente occultata dalle grandi case farmaceutiche per avere maggiori introiti appare, dunque, una affermazione semplicistica se non addirittura dietrologica; la classica “fake news” che sfrutta una teoria complottistica ricamata sulla disperazione del malato. La frustrazione dinanzi la mancanza di una soluzione efficace per tutti i casi di tumore porta, infatti, molte persone a non percepire i progressi che si stanno raggiungendo contro il cancro.

 

Oltre a ció va aggiunta la considerazione che con l’avvento dei social network le teorie del complotto stiano proliferando sempre più, facendo sì che la rete stessa funga da grande e potente cassa di risonanza mediatica.

Secondo molti sociologi, una delle ragioni in grado di contribuire alla diffusione di queste teorie è il bisogno umano di trovare spiegazioni semplici a fenomeni complessi. E ipotizzare cospirazioni fornisce spesso una spiegazione semplice e consolatoria a fenomeni che altrimenti potrebbero apparire confusi, difficili, non lineari.

 

A volte, credere nell’esistenza di un complotto dietro il disordine ha un effetto rassicurante, distoglie l’individuo dai propri problemi, lo solleva dalle proprie responsabilità o dalla fatica di fare i conti con qualcosa di molto più complesso. La verità è che di tumore, malgrado un aumento della incidenza, per fortuna si muoia meno rispetto a diversi anni fa e la prospettiva di nuovi progressi scientifici appare sempre più concreta.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.