Mattarella visita una scuola multietnica di Roma con numerosi alunni cinesi.

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di Alessandro D’Orazio

Visita a sorpresa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Istituto comprensivo statale ‘Daniele Manin’, scuola di Roma del centrale quartiere Esquilino, uno dei più multietnici della capitale. Il Capo dello Stato ha salutato i bambini di una classe delle elementari che stavano facendo lezione su amicizia e pace. 

“Amicizia e pace sono fondamentali e voi lo sapete. Auguri ragazzi”, ha detto Mattarella. In un’altra aula si parlava invece della storia di Gulliver, “per imparare a stare insieme tutti”, ha spiegato un’insegnante. Infine, a conclusione dell’incontro, alcuni alunni più grandi hanno intonato in un corridoio della scuola l’inno nazionale davanti al presidente, sventolando fazzoletti tricolori. I ragazzi hanno anche donato a Mattarella un cartellone realizzato da loro con scritto “La scuola è di tutti” e con disegnate le impronte di mani di vari colori, oltre ad un’altra raffigurazione avente ad oggetto la Costituzione italiana.

La preside dell’istituto Manuela Manferlotti ha dichiarato: “E’ stata una bella sorpresa, ha voluto incontrare i bambini e stringere loro la mano. E’ stata una visita informale”. Il capo dello Stato, accompagnato dalla figlia, come spiega la dirigente scolastica, ha incontrato due classi delle elementari, due della scuola dell’infanzia e due delle medie. “Ha voluto stare in mezzo ai ragazzi dando un messaggio di serenità di fronte a timori non giustificati, né giustificabili, augurando a tutti buono studio”.

La preside, quindi, ha descritto il multiculturalismo della realtà dell’Esquilino: “Il 45% degli alunni sono migranti di seconda e terza generazione; dei 332 in totale, ben 224 studenti sono nati in Italia e tra questi, 100-120 sono cinesi”.

Con questo gesto simbolico il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha lanciato un messaggio rassicurante e distensivo soprattutto nei riguardi della folta comunità cinese residente da anni in Italia ed irrimediabilmente colpita dalle ricadute della vicenda del Coronavirus.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.