Pedofilia, orrore umano: i mostri non abitano più nelle fiabe

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Questa mattina, i carabinieri della Compagnia di Casoria hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal Gip su richiesta della Procura di Napoli Nord, nei confronti del presunto orco che, il 24 giugno 2014, gettò, dall’ottavo piano di una palazzina, la piccola Fortuna, di soli sei anni, nel Parco Verde di Caivano. Abusava da tempo di lei, ma  quel giorno la bimba si era rifiutata di subire l’ennesima violenza…

http://www.ansa.it/campania/notizie/2016/04/29/bimba-giu-da-balcone-un-arresto_52482b70-eb87-45c0-82a3-42d26f73d39a.html

Noi de Il Domenicale News ne avevamo parlato qui:

http://www.ildomenicalenews.it/parla-la-madre-di-fortuna-aiutatemi-a-salvare-gli-altri-miei-due-figli/

Un quadro sconvolgente

Pedofilia e pedopornografia, due fenomeni sociali in forte accelerazione, favoriti dal Web, la Grande Ragnatela Mondiale che, se da un lato offre straordinarie occasioni di comunicazione, dall’altro nasconde svariate e molteplici “tagliole”. I Social Network, poi, sono diventati, negli ultimi anni, un vero e proprio Paradiso per i pedofili, dove tendono indisturbatamente le loro insulse imboscate.

Secondo le stime condotte dall’FBI, a livello mondiale, oltre un milione di bimbi, ogni anno, sono vittime di violenze e abusi sessuali e il conseguente sporco business (mercato internazionale) che vi gira intorno produce introiti per una cifra che si avvicina ai 10 miliardi di dollari.

Nel mondo, esisterebbero circa 30 000 siti pedofili che non si riescono a smascherare, tanto sono ben “travestiti” e un bambino su quattro, dei 44 milioni di minori che navigano in Internet ogni giorno, riceve molestie sessuali “truccate” da argute lusinghe.

In Italia i dati sono agghiaccianti: scende l’età dei bambini coinvolti in casi di pedofilia, la media infatti è tra 0 e 5 anni. Nel 2012, il numero degli abusi è salito del 30% rispetto agli anni precedenti. Le regioni più colpite sono la Lombardia, il Veneto, il Lazio e la Campania.

E, nonostante gli sforzi degli operatori della Polizia di tutto il mondo, resta ancora una piaga sommersa, per diverse ragioni, ma, principalmente, perché il pedofilo è un soggetto non facilmente riconoscibile.

Chi è

Volendo delineare una profilazione del pedofilo, è bene tener presente che la pedofilia è allo stesso tempo malattia e crimine, che il pedofilo non vuole e non chiede né aiuto né cura, che mette in atto imprevedibili ed inimmaginabili strategie per nascondere la sua perversione, che pedofili possono essere sia individui eterosessuali che omosessuali o transessuali.

Lucidi criminali

Essendo considerata una manifestazione psicopatologica, in cui l’interesse per il bambino è determinato da un’alterazione a carico della sfera sessuale, la pedofilia è inserita tra le parafilie. Il traguardo inevitabile è quello di raggiungere il “piacere” e il comportamento che ne deriva ha specifiche caratteristiche: stereotipato, ritualizzato, con aspetti di tipo impulsivo e, a volte, compulsivo, tendente a diventare esclusivo, connotandosi di segretezza, in una dimensione strettamente personale. In ogni caso, il piacere che ne consegue è sempre parziale, non sentito come sufficiente ed è proprio l’insoddisfazione perenne che incentiva il molestatore a continuare. Ma, contemporaneamente, coloro che si macchiano di tale delitto, scelgono lucidamente di importunare i piccoli. La percezione sociale della gravità di tale crimine è differente nelle varie culture del mondo; probabilmente, dovuta al concetto stesso di psicopatologia, che nell’immaginario collettivo evoca la scarsa consapevolezza delle azioni e, quindi, una minore o, addirittura, assenza di responsabilità nei confronti dell’atto stesso, con la conseguente tendenza a giustificare tali efferatezze.

Le giustificazioni potrebbero avere un senso, nel caso della schizofrenia, ad esempio, dove i soggetti affetti realmente presentano gravissime alterazioni della coscienza e la cosiddetta “capacità di intendere e volere” è seriamente compromessa: non valgono per il pedofilo, in quanto esercita sempre la sua attività criminale, con lucida consapevolezza.

Dopo anni di fallimento delle Teorie di tipo clinico sulla pedofilia (si sono rivelate efficaci solo in qualche rarissimo caso), quella che è più vicina alla realtà, sia per l’aspetto patologico che per quello criminologico, è la Teoria dell’inadeguatezza sessuale, secondo la quale, il predatore:

-nutre un fortissimo sentimento di inadeguatezza nei confronti di un partner sessuale adulto;

-i minori molestati consentono a questi individui di sfogare le pulsioni sessuali senza ansia, perché manipolabili e, soprattutto, non giudicanti (non è un caso che, negli ultimi anni, l’età dei bimbi molestati ed abusati si sia abbassata, in quanto, oggi, i piccoli cominciano a comprendere le dinamiche sessuali e a giudicarle molto prima che nel passato)

Cosa gli passa per la mente

Nel tentativo di analizzare e ricostruire ciò che avviene nella mente di un pedofilo, prima di passare all’azione, l’UACI, l’Unità di Analisi sui Crimini Informatici (Polizia Postale e delle Comunicazioni) ha rappresentato una specie di viaggio dentro il processo di pensiero del molestatore, attraverso uno schema a cinque fasi:

  1. in primo luogo, abbiamo la normale pulsione sessuale, avvertita da ciascun essere umano, una volta raggiunta la maturità sessuale;
  2. poi, l’Io organizza a livello intrapsichico tale energia erotica e la orienta in base alle fantasie sessuali. E’ a questo punto che il soggetto si accorge di essere pedofilo, perché i suoi sogni passionali riguardano i bambini;
  3. una volta consapevole del proprio orientamento sessuale, il soggetto valuta i pro e i contro di un eventuale passaggio all’atto (abuso di un bimbo in carne e ossa), attraverso il processo di significazione, cioè l’anticipazione mentale delle conseguenze, prendendo in considerazione alcuni fattori di rilievo nel “criminal decision making”, ponendosi molteplici domande inerenti:

-la paura di essere scoperto

-la stima dei rischi di cattura

-la paura della sanzione penale

-la paura della sanzione sociale

-la compassione della vittima

-la paura dei sensi di colpa

  1. a questo stadio, l’individuo deciderà se pianificare il passaggio all’atto vero e proprio;
  2. infine, sceglie se abusare di un minore in carne ed ossa o mantenere il tutto a livello di immaginazioni sessuali, custodite gelosamente a livello intrapsichico.

Dopo tutto questo complesso percorso di pensiero, è evidente la responsabilità dell’azione del “mostro”, che avrebbe potuto interrompere il circuito in un qualsiasi momento.

E’ un essere che pensa, riflette lucidamente e poi esegue l’atto criminale per soddisfare le sue perverse pulsioni; non agisce in preda ad un raptus irrefrenabile, mai.

Opzione Internet

Una nuova opportunità d’azione è stata offerta agli Orchi da Internet, mettendogli a disposizione il materiale pedopornografico , le chat, le community di pedofili, consentendogli di contattare bambini e/o reperire foto, video e tutto ciò che gli occorre per placare la loro “passione”, in maniera veloce e senza metterci la faccia, dal momento che, nella Grande Rete, possono viaggiare tranquillamente sotto mentite spoglie.

Gli orizzonti, sul Web, per i predatori, si sono ampliati a dismisura…

Soggetti socialmente invisibili

Lo stereotipo del pedofilo criminale ce lo descrive con la barba lunga, l’impermeabile gualcito, lo sguardo ebbro di lussuria, appostato vicino all’ingresso delle scuole o nelle vicinanze di parchi e giardini pubblici.

Niente affatto!

Sulla base dei risultati di centinaia e centinaia di analisi, secondo i comuni parametri sociali, per identificare il pedofilo, si è giunti alla conclusione che si tratta di individui non riconoscibili a livello socio-comportamentale. Nel 90% dei casi, i denunciati non hanno alcun precedente penale e le percentuali di precedenti specifici (sessuali) o legati a fatti aggressivi e violenti, sono bassissime, praticamente irrilevanti.

Sono tutti molto ben integrati nel tessuto sociale e in ambito lavorativo.

Inoltre, se si pensa che la maggior parte degli abusi sessuali (oltre l’80%) vengono messi in atto da persone conosciute, per lo più appartenenti al nucleo familiare, diventa facilmente percepibile la dimensione del rischio che attualmente corrono tutti i bambini del mondo.

“Ecologico, morale, sofisticato, viaggiatore, intermittente, patologico, “affettivamente vicino”, orco”: sono solo alcune delle più note e diffuse rappresentazioni sociali del pedofilo.

Noi diciamo, semplicemente…CRIMINALE.

Non abbiamo niente da tollerare, non abbiamo niente da giustificare, non abbiamo niente da compatire, non abbiamo nemmeno niente da perdonare, perché non basta e, soprattutto, perché non serve a niente.

Siamo di fronte all’abisso dell’animo umano…

Pina Paone

Venuta al mondo in casa, in una piovosa domenica di novembre, grazie ad un’ostetrica che aveva appena festeggiato il suo 90° compleanno. Docente da sempre, criminologa per passione, mediatore per incrementare lo stipendio dello Stato, artista per talento naturale, ma è ancora alla ricerca di un’occupazione seria e, per questo, non ha mai smesso di studiare. Dotata di una tenacia notevole, non abbandona mai ciò che intraprende, costi quel che costi. Tralasciando i 1001 difetti, è spudoratamente leale ed onesta. Sensibile ed estroversa, alterna brevi periodi di terapeutico isolamento, per sopravvivere in questo mondo corrotto e dominato quasi esclusivamente dall’interesse. Maleducati, prepotenti e presuntuosi devono tenersi a distanza di sicurezza. Detesta tutto ciò che è artefatto, la follia tecnologica e il febbrile consumismo.