Scuola: la proposta di Ascani rifiutata dal Cts

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di Angela Cascella

Da fine febbraio, bambini e adolescenti hanno perso le loro routines quotidiane. Alunni e studenti di tutto il mondo hanno messo da parte i loro zaini e smesso di varcare l’uscio di casa per studiare attraverso tablet, personal computer e cellulari.

Dalla Emergency work dei primi giorni di Lockdown si è passati, grazie all’impegno fattivo di docenti e dirigenti, alla realizzazione della didattica a distanza e, seppur con molte difficoltà, gli obiettivi di minore isolamento e più vicinanza sono stati raggiunti. Qualcuno è rimasto indietro; qualcun’altro in più momenti si è arreso; qualcuno, inoltre, ha avuto evidenti difficoltà; malgrado ciò l’anno scolastico è giunto a conclusione e il sentimento di vicinanza si è fatto più forte.

I contagi sono nettamente diminuiti, l’isolamento ha ceduto il passo al distanziamento ed al comportamento fiduciario di tutti. Nella mente di ciascuno, però, si fa spazio il solo desiderio di riavvicinare amici, compagni, colleghi e parenti. Giammai abbracci e mancanza di distanziamento, ma tutti desiderano incontri con l’altro da sé che siano uno scampolo di speranza per un nuovo inizio.

Così, anche per la scuola, si ipotizza un giorno di ‘vicinanza’; un giorno in cui compagni e docenti possano rivedersi e con gli sguardi ritrovare il senso di una comunità scolastica. È la proposta del viceministro Anna Ascani che è stata bocciata, però, dal Comitato tecnico scientifico. Il virus alberga ancora tra noi, abbassare la guardia ed esporre gli alunni ed i docenti ad un rischio così alto non farebbe altro che alimentare paure e contagi. Anche l’idea di incontrarsi all’aperto, in luoghi opportunamente scelti, affinché sia garantito il distanziamento, non è risultato prudente e fattibile dal CTS (comitato tecnico scientifico).

La valutazione dei rischi da parte del Comitato tecnico deve, dunque, far archiviare ogni idea di incontro Docenti- Studenti anche per una serie di motivi. Prima di tutto l’incontro di talune classi rispetto ad altre ( si è ipotizzato solo per le classi della primaria e della secondaria di primo grado, ovvero le classi conclusive del percorso consecutivo dei due gradi di istruzione del primo ciclo) crea una differenziazione che la Scuola non può permettersi. In seconda analisi, il vedersi, non per tutti potrebbe essere un momento di vicinanza, ma una maggiore frustrazione per l’accettazione del distanziamento. Va considerata, poi, l’età di taluni docenti, over 60, che costituisce un elemento di maggior analisi ed attenzione da chi è preposto al potere autorizzatorio.

Nulla osta se ogni iniziativa legata alla scuola viene rinviata a settembre, con il giusto tempo e le giuste valutazioni affinché un qualunque momento , anche il più dolce e amorevole tra docenti e discenti, non si tramuti in una ricrescita esponenziale dei contagi.

E poi, se la didattica della distanza è stata ed è, come per sua intrinseca connotazione, un ponte di vicinanza e di condivisione, anche la chiusura dell’anno scolastico potrà, nel pieno rispetto della salute, passare attraverso i device. La Scuola in quarantena è stata la Scuola degli strumenti tecnologici, ma anche la Scuola dei risultati, quelli che combaciano con le competenze chiave europee; è stata la Scuola della solidarietà, della condivisione condivisibile e della paziente partecipazione tra i ‘non ti vedo, Maestra’ ed i ‘non ti sento Prof.’.

La Scuola non ha perso il suo spirito di combattimento e di resistenza, pur se lasciata senza guida, senza linee guida, senza tutele e garanzie. Ed allora, non esponiamola ad altre difficoltà, non mettiamola in altre impervie vie; perché poi, se è vero che la sicurezza richiede prevenzione e la salute richiama alla prudenza, non vi è dubbio alcuno che la Scuola saprà reinventarsi senza contagiarsi. Saprà regalarsi una chiusura d’anno scolastico serena e produttiva (collage di foto, disegni, videoregistrazioni, collegamenti video con momenti ricordo della classe, attività in brain-storming ecc.) in piena responsabilità e al passo con il cambiamento; anche se cambiamento ora fa rima solo ed esclusivamente con distanziamento.

 

Angela Cascella

Interessata alla Letteratura e con una forte passione per la scrittura, Angela si è laureata dapprima in Lettere Moderne e poi in Giornalismo. Non appena ha iniziato a lavorare, a 21 anni, è stata organizzatrice di eventi; poi ha lavorato nei Beni Culturali presso i maggiori musei campani; da 16 anni è Docente di ruolo. Ha sempre inseguito il suo sogno di scrivere. Si è cimentata in racconti, poesie, scritti diaristici, scritti personali; ha collaborato alla stesura di tesi e testi letterari. Ha pubblicato svariate poesie con la casa editrice Pagine. E' stata curatrice letteraria di due libri:” lI lato oscuro dell’Amore”(Storie di Stalking) e “Usi e costumi della Costiera Amalfitana” . Ama il sole ed il mare. Ama il teatro ed il cinema. Ama cantare. Ama viaggiare, anche con la mente. Soprattutto...Ama Amare.