Smart working, esperienza positiva per la maggior parte dei dipendenti pubblici

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di Alessandro D’Orazio

Lo smart working all’interno della pubblica amministrazione è stata un’esperienza positiva per gran parte dei lavoratori pubblici. È stato questo il responso emerso da una ricerca di Fpa, società del gruppo Digital 360 presentata al Forumpa. L’analisi è stata condotta su un campione di 4.200 dipendenti pubblici e di questi ben il 92,3% ha scelto di lavorare in smart working.

Se in questi anni uno degli ostacoli alla diffusione dello smart working è stata l’inadeguatezza delle dotazioni tecnologiche, la soluzione in questo periodo di pandemia è venuta dagli stessi lavoratori dipendenti: il 68,2% del personale ha utilizzato infatti il proprio PC, il 77,1% il proprio telefono cellulare, il 95% la connessione internet domestica.

Inoltre i benefici del lavoro da casa sono stati percepiti anche nella gestione dei compiti assegnati: il 69,5% degli intervistati ha affermato che organizza meglio il lavoro, il 45,7% che ha più tempo per sé e la famiglia e il 34,9% che lavora in un clima di maggiore responsabilizzazione, evidenziando un netto miglioramento dell’efficacia lavorativa.

Prima dell’emergenza epidemiologica lo smart working era scarsamente praticato nella Pubblica Amministrazione con solo l’8,6% delle istituzioni per le quali era un’esperienza diffusa. Lo studio condotto ha evidenziato che “il bilancio dello smart working forzato è assolutamente positivo: l’88% dei dipendenti giudica l’esperienza di successo e il 61,1% ritiene che questa nuova cultura, basata sulla flessibilità e sulla cooperazione all’interno degli enti, fra gli enti e nei rapporti con i cittadini e le imprese, prevarrà anche una volta finita l’emergenza”.

In 7 casi su 10 è stata assicurata totale continuità al lavoro, per il 41,3% dei lavoratori l’efficacia è persino migliorata (per un altro 40,9% è rimasta analoga). Per oltre il 50% la relazione con i colleghi è invariata, per il 20% addirittura migliorata. E se – come ha sottolineato la Ministra della PA Fabiana Dadone – una volta tornati alla normalità almeno il 40% dei dipendenti pubblici dovrà adottare una modalità di lavoro agile, questi si dicono pronti: il 93,6% vorrebbe continuare così. Ma per la maggior parte (il 66%) il lavoro da casa deve essere integrato con dei rientri in ufficio organizzati e funzionali. Insomma, tirando le somme, questo nuovo genere di esperienza ha rappresentato un’opportunità positiva sia per i dipendenti che per le amministrazioni, dando un grande impulso alla digitalizzazione, all’aggiornamento professionale e al rinnovamento dell’intero apparato statale.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.