Un salto in avanti

Condividi su
Share

di Rosario Pesce

L’azione del Governo deve fare un salto in avanti nelle prossime settimane, se vuole essere effettivamente incisiva nella vita del Paese in questo delicato momento storico, nel quale i dubbi sulla ripresa non possono non essere presenti.

L’Esecutivo ha agito bene durante l’emergenza sanitaria, realizzando ciò che doveva fare per garantire la vita degli Italiani, ma ora siamo di fronte ad una contingenza diversa rispetto a quella degli scorsi mesi.

Gli aiuti, sotto forma di bonus, sono stati elargiti a molte famiglie, per cui anche la giusta e necessaria assistenza sociale è stata implementata, ma questi interventi – per quanto doverosi ed opportuni – non bastano.

È necessario un salto in avanti, partendo dal presupposto che il rilancio economico non può compiersi, solo, attraverso interventi di mero assistenzialismo.

Il Covid ha danneggiato i settori tradizionalmente forti della nostra economia, in particolare quelli dello spettacolo e del turismo, dove è richiesto un plusvalore di socialità.

Ed è, quindi, necessario intervenire per implementare azioni di investimento in quegli ambiti produttivi, dove l’azione dello Stato può essere efficace.

Dunque, investimenti e non solo assistenza, perché i vari bonus non potranno che finire a breve e, se l’economia non riparte frattanto, rischiamo di trovarci di fronte alla peggiore crisi dell’ultimo secolo.

Invero, uno sguardo particolare il Governo lo deve alla Scuola, visto che, se per un verso è sicuro che a settembre la didattica riprenderà in presenza, per altro non si sa ancora come possano essere conciliati il diritto alla salute e quello all’istruzione in modo concreto, visto che le indicazioni di massima fornite dai tecnici sono troppo ampie ed, in moltissimi casi, difficilmente implementabili.

Ed, allora, per gli investimenti si parta dal settore della Pubblica Istruzione, assumendo personale negli organici delle Scuole in modo copioso, visto che le stesse hanno bisogno di docenti se ogni classe deve essere scissa in più gruppi di lavoro, e fornendo agli Enti Locali i necessari strumenti finanziari per ampliare gli spazi della didattica, che – in gran parte – erano già insufficienti in tempi pre-Covid.

Sono, perciò, necessari due elementi fondamentali: i mezzi finanziari (che ci sono, dopo le deliberazioni dell’Unione Europea) ed una visione di insieme dei problemi, che forse in queste ultime settimane si sta dimostrando fragile per effetto delle contrapposizioni nella stessa maggioranza di Governo, oltreché per un ricorso eccessivo al contributo dei tecnici, che – per quanto preziosi – non possono sostituire il primato della politica che sia nelle condizioni di decidere e di indicare dei percorsi di crescita fattibili per un Paese che è, ancora, nel pieno della crisi post-Covid.

Rosario Pesce

Dirigente scolastico, dapprima nella secondaria di primo grado e, successivamente, nella secondaria di II grado. Gli piace scrivere di scuola, servizi, cultura, attualità, politica. I suoi articoli sono stati già pubblicati da riviste specialistiche, cartacee ed on-line, e da testate, quali: Tecnica della scuola, Tuttoscuola, Edscuola, Ftnews, Contattolab.