Andorra, l’ultimo dei paradisi fiscali europei che punta alla riconversione turistica

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di Alessandro D’Orazio

Il Principato di Andorra ha rappresentato negli anni passati uno degli ultimi paradisi fiscali europei dopo la “resa” di illustri coadiutori, Svizzera su tutti. Il processo di ancoraggio di Andorra all’Europa è stato tuttavia lento ma inesorabile; nel 2010 il Principato è potuto uscire dalla lista grigia dell’OCSE, e nel 2018 sono entrate in vigore le attese misure di trasparenza sui conti bancari intestati a cittadini dell’Unione Europea. Una novità quest’ultima che ha aperto sempre più le porte dello Stato pirenaico a ventate di trasparenza.

La storia di Andorra è stata, inoltre, fin dagli albori caratterizzata da una profonda comunanza con i “fratelli maggiori” di Spagna e Francia, seppur nella rivendicazione di un’antica indipendenza risalente all’epoca carolingia. “Il grande Carlo Magno, mio Padre mi ha liberato dai Saraceni/ E dal cielo mi ha donato la vita di Meritxell, la grande Madre./ Principessa nacqui e Vergine, neutrale tra due nazioni./ Sola resto l’unica figlia dell’Impero Carolingio”, recita l’inno del Principato. Testimonianza questa del ruolo rivestito da Andorra quale ultimo baluardo di quella Marca Spagnola che il creatore del Sacro Romano Impero forgiò dopo Roncisvalle.

I suoi 468 chilometri quadrati, che equivalgono alla superficie della provincia di Gorizia, nascondono sorprese notevoli: il Principato è infatti l’unico stato indipendente al mondo ad avere come lingua ufficiale il catalano (insieme al francese) e a possedere ben due capi di Stato (entrambi stranieri!), vale a dire i co-principi identificabili nel vescovo della diocesi spagnola di Urgell e nel presidente della Repubblica francese, erede dei re transalpini.

Dopo le difficoltà finanziarie attraversate dal Paese nel corso dell’ultimo decennio, con conseguente coinvolgimento dell’intero sistema bancario, il Principato ha deciso di dirottare la propria attenzione verso altri settori ed in particolare nella direzione del turismo. Con 13 milioni di visitatori l’anno, Andorra non vuole più essere considerata la “Cenerentola dei Pirenei”, ma ambisce a potenziare il flusso degli arrivi puntando sia sugli eventi sportivi che sul turismo religioso (si pensi alla “Ruta Mariana”, che punta a diventare l’alternativa del Cammino di Santiago). Oltre a ciò, il piccolo Principato offre la possibilità di usufruire di incantevoli piste da sci, delle celebri terme di Caldea con all’interno una delle spa più grandi d’Europa, nonché di sentieri montani da percorrere in mountain bike o a piedi. La riconversione economica di Andorra rappresenterà quindi una novità tutta da scoprire nel corso dei prossimi anni.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.