Volla, caos refezione scolastica.

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di Danilo Sannino

Sgradita ed inattesa sorpresa per gli alunni (..ed i genitori) vollesi al rientro dalle vacanze. Con un laconico comunicato affisso all’ingresso degli uffici comunali (non ne risulta traccia nel sito del Comune) l’Ente, come è noto commissariato dallo scorso mese di marzo, ha stringatamente comunicato che il costo giornaliero per la fruizione del servizio della mensa scolastica per l’anno 2015/16 è pari ad € 3,40 e che da quest’anno per fruire del servizio refezione occorre ritirare il vaglia postale (!!!) presso gli Uffici comunali, pagare il cd bollettino postale (termine desueto e anacronistico quasi in ogni dove ma resuscitato dagli Amministratori vollesi) ritornare agli uffici comunali e ritirare il blocchetto…

Ma vi è di più. Non vi è traccia alcuna (ed infatti non sono previste) di esenzioni e/ o riduzioni per famiglie meno abbienti e/o, ancora, di riduzioni in caso di nucleo familiari con 2 o più bambini in età scolare.

Orbene due, se non tre, considerazioni si pongono e si impongono all’attenzione: la prima, più immediata, dallo scorso a quello in corso il costo quotidiano per un pranzo passa da 2,00 a 3, Euro ; la seconda è l’assenza di forme agevolative per le famiglie meno abbienti e la terza (non meno rilevante) che – nell’epoca della semplificazione, della digitalizzazione della P.a. (bla bla bla ..) si passa dall’utilizzo della (troppo tecnologica forse ?) tessera elettronica (agevolmente ricaricabile presso gli esercenti convenzionati) sulla quale si caricavano le somme “da scalare” quotidianamente, (con un clamoroso ed anacronistico ritorno al passato) al vaglia postale!!!!

Non può inoltre sottacersi di come(sempre nell’epoca della semplificazione della PA della trasparenza e del confronto cittadino/enti pubblici) nessuna traccia compaia sul sito dell’Ente/albo pretorio ecc. ecc. in merito all’espletamento della procedura di gara relativa alla refezione scolastica , alle modalità di aggiudicazione della stessa (men che meno del nome della società risultata affidataria), nonché alla tipologia di pasto “messo a gara” dall’Ente (per l’importo da pagare viene da pensare che i pasti siano forniti da Ristoranti di fama internazionale, con menù a dir poco sopraffini !).

Naturalmente per chi non avesse la possibilità di pagare tale somma, non manca una comoda ed equa soluzione: privare i propri figli della refezione e prelevare gli alunni alle ore 12,00 dagli Istituti scolastici. Davvero una bella soluzione, privare in tal modo i ragazzi di tante ore di socializzazione, cultura e formazione. Il tutto alla faccia della Buona Scuola!

Il Domenicale News

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