Crolla un palazzo già evacuato a Casoria. Le cause: cavità e reti idriche vetuste

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Casoria, Napoli nord: crolla un palazzo in via Cavour. Cause da ricercare nelle cavità.

Prima dell’uso del calcestruzzo armato il sottosuolo veniva utilizzato per le necessità degli uomini sulla superficie. Era una estrazione a chilometri zero. Con pozzi verticali si raggiungeva il banco di tufo che si trova a circa 20 metri di profondità al di sotto di priroclastiti sciolte; attraverso i pozzi i blocchi di tufo erano portati in superficie e lavorati. La cavità era usata come cantina per il vino e la conservazione di derrate alimentari varie.

Di solito a Casoria le cavità venivano scavate nei cortili delle vecchie abitazioni e i pozzi verticali erano poi chiusi in superficie. La moderna urbanizzazione non ha tenuto conto della rete di cavità del sottosuolo e spesso manca qualsiasi censimento e monitoraggio dello stato delle cavità.

I problemi di stabilità ( ricorderete tutti la voragine nella quale finì l’automezzo di Casoria Ambiente nel 2019 a San Mauro) sorgono in seguito alla progressiva degradazione dei sedimenti sciolti, compresi tra il tufo e la superficie del suolo, che determina scavernamenti e l’evoluzione verso l’alto delle cavità di neoformazione.

La realizzazione delle reti idriche pubbliche e private e il loro malfunzionamento determinano l’innesco dei dissesti lungo i pozzi verticali.

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