Covid-19, le ragioni della diminuzione dei decessi rispetto alla fase iniziale

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di Alessandro D’Orazio

Mentre il Covid-19 continua nella sua preoccupante avanzata, si osserva come nel corso della attuale seconda ondata epidemica sia cambiata in parte la caratterizzazione dei decessi a seguito del virus. 

A morire di più per Coronavirus, oggi, sono persone più anziane: è cioè aumentata leggermente l’età media, ma non solo. E’ anche aumentato, in proporzione, il numero di donne. Tra le co-morbosità preesistenti, nei decessi del secondo periodo, aumentano le persone con fibrillazione atriale, demenza (che sono più che raddoppiate) e insufficienza respiratoria cronica (quasi raddoppiate). 

Aumentano inoltre i decessi di persone con tre o più patologie preesistenti e diminuiscono quelli con meno patologie o nessuna. Questo, secondo i dati forniti dall’Istituto Superiore di Sanità, sembra indicare che nel secondo periodo le morti da Coronavirus riguardino persone più anziane e con una condizione di salute preesistente peggiore rispetto ai decessi relativi al primo trimestre.

 

Il dato può essere spiegato sulla base di maggiori conoscenze circa l’infezione e maggiori capacità e tempestività di cura nel periodo intercorrente tra il mese di giugno e quello di agosto 2020. Oltre a questa considerazione, è verosimile ipotizzare che nei mesi di marzo e aprile il Coronavirus sia stato sotto-diagnosticato in molti deceduti anziani fragili, come per esempio quelli nelle RSA. Questo può aver portato una sottostima del carico di patologie dei morti in quel periodo.

 

Proprio sulla scorta delle criticità riscontrate nel corso della prima fase pandemica e sull’elaborazione di possibili scenari futuri, connessi allo sviluppo di nuovi strumenti per fronteggiarli rafforzando i servizi sanitari, si concentrano l’ISS ed il Ministero della Salute che – in una recente pubblicazione – esaminano i possibili scenari che ci attendono a seconda dell’indice di contagio Rt.

 

Ad ogni modo è stato rilevato che sia il Covid-19 che gli altri virus influenzali tipici del periodo autunnale/invernale presentano una sintomatologia simile e richiedono una conferma di laboratorio per accertare la diagnosi differenziale. Diventa quindi estremamente importante il monitoraggio concomitante di casi di infezione da SARS-CoV-2 e da virus influenzali attraverso la realizzazione di test diagnostici molecolari multipli. L’obiettivo è pertanto quello di rafforzare il coordinamento tra i sistemi sanitari regionali e la pianificazione nazionale per fronteggiare un eventuale aumento nel numero di nuove infezioni da SARS-CoV-2. Impresa tutt’altro che semplice, la cui realizzazione sarà soprattutto commisurata al rilevante apporto che gli italiani sapranno fornire mediante comportamenti responsabili nel corso della emergenza epidemiologica in atto.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.