Scuola: ripartenza, percorsi, obiettivi e malcontenti ai tempi del Covid 19

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di Angela Cascella

Tempi difficili per tutti. Tempi difficili per la Scuola. In tutta la Nazione la Scuola ha riaperto i battenti, in date diverse a seconda delle varie esigenze: elettorali, sanificazioni e mancanza di personale. E basta già questo a creare delle differenze. Da nord a sud le scuole offrono organizzazioni diverse, protocolli variegati e procedure di accoglienza, ingresso, gestione della didattica, gestione degli spazi in maniera fortemente eterogenea. La Scuola di tutti, aperta a tutti- secondo i dettami dell’articolo 34 della costituzione, articolo tanto gradito al Ministro dell’Istruzione- diviene da Nord a Sud , da ponente a levante, luogo diversissimo, pluriorganizzato e multivariegato.

Le Scuole più fortunate hanno ricevuto in tempo utile i banchi e le sedie, la dotazione di dispositivi di protezione individuale (dpi) e tutti gli strumenti necessari per la ripresa; ma molte scuole, soprattutto al sud, hanno ricevuto poco o addirittura nulla. Alcune scuole hanno ricevuto i banchi e non le sedie ; altre hanno ricevuto i dispositivi di protezione sufficienti per tre giorni dopodiché si sono dovute arrangiare. Il personale scolastico aggiuntivo non c’è oppure, se arriva, è molto esiguo. Le supplenze molte volte non vengono accettate, soprattutto da chi sarebbe costretto a spostarsi di molti chilometri. Ci sono scuole che stanno funzionando abbastanza bene perché riescono ad avere le risorse materiali e le risorse umane necessarie, ma altre – e sono la maggior parte- arrancano tra mancanze ed assenze.

Se si considera che le disposizioni cambiano di ora in ora: mascherina si, mascherina no; oggetti che non si possono prestare tra alunni poi diventano scambiabili; gite e uscite didattiche vietate, ma poi riviste e rivalutate; quarantena per tutti coloro che entrano a contatto con un contagiato e poi solo per gli alunni, perché il docente o il personale ATA sono equipaggiati dai dpi. É questo continuo andirivieni di indicazioni che sta scalfendo la motivazione dei docenti e dei dirigenti scolastici e creando non poco malcontento.

A tutto ciò si aggiungono tempi lunghi per gli esiti dei tamponi, mancata chiarezza sui documenti di rito per chi è in quarantena, in isolamento preventivo o fiduciario; responsabilità demandate da soggetto a soggetto appartenenti alla comunità scolastica e al sistema sanitario. Insomma il caos regna e la paura cresce, perché se è vero che il virus Sars Cov 2 ha mutato i suoi effetti rispetto alla primavera scorsa, è anche vero che l’incremento dei pazienti nei reparti COVID non fanno ben sperare.

E dunque, seppur vero che non bisogna caricare la Scuola di altre responsabilità è anche vero che è necessario partecipare alla ripresa del nostro Paese attraverso la cooperazione. Alleggerire il carico di flusso sui mezzi pubblici attraverso ingressi scaglionati o sospendere le attività didattiche per venti giorni proseguendo con la Didattica Digitale Integrata.

Vexata quaestio nel mondo della Scuola.

I banchi con le rotelle con i suoi colori sgargianti hanno abbellito scuole a cui mancano le maniglie alle porte e ci sono dislivelli nei pavimenti multi mattonella: un’apparenza priva di sostanza. Andrebbero prese le redini ‘senza se e senza ma’ , per condurre in avanti una Scuola che non si smonti come la spalliera del banco monoposto. Decisioni dirette ed univoche che creino unitarietà di intenti, quella che poi viene chiesta nella gestione di ogni Istituzione scolastica, e non un apparente efficienza che è invece mancanza ed assenza.

Lo sforzo e l’impegno profusi da quanti stanno alacremente lavorando per tenere le scuole aperte, da parte di tutto il personale della Scuola, non può morire di stanchezza e di sfiducia arrancando dietro promesse che vengono disattese. Siamo a metà ottobre, solo tre settimane di Scuola e già si registrano contagi in quasi duemila scuole. La Campania si prende una pausa per contenere la diffusione del virus in una realtà sociale con una altissima densità urbana. La Ministra Azzolina vede la chiusura della Campania come una negligenza e suppone che gli studenti campani venerdì e sabato scorsi siano andati in giro per centri commerciali. Un’ affermazione che fa della Scuola un parcheggio e della famiglia un nucleo sociale disgregato e senza regole; oltre a supporre che docenti e dirigenti non si siano attivati per la Didattica Digitale Integrata o riuniti da remoto per definire interventi ed azioni. Decisamente un pensiero sconfortante.

Dicono che va tutto bene, che andrà tutto bene; ma molte persone appartenenti alla comunità Scuola stanno nutrendo seri dubbi.

Angela Cascella

Interessata alla Letteratura e con una forte passione per la scrittura, Angela si è laureata dapprima in Lettere Moderne e poi in Giornalismo. Non appena ha iniziato a lavorare, a 21 anni, è stata organizzatrice di eventi; poi ha lavorato nei Beni Culturali presso i maggiori musei campani; da 16 anni è Docente di ruolo. Ha sempre inseguito il suo sogno di scrivere. Si è cimentata in racconti, poesie, scritti diaristici, scritti personali; ha collaborato alla stesura di tesi e testi letterari. Ha pubblicato svariate poesie con la casa editrice Pagine. E' stata curatrice letteraria di due libri:” lI lato oscuro dell’Amore”(Storie di Stalking) e “Usi e costumi della Costiera Amalfitana” . Ama il sole ed il mare. Ama il teatro ed il cinema. Ama cantare. Ama viaggiare, anche con la mente. Soprattutto...Ama Amare.