Elogio della stupidità

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di Claude De Bray

Stupidi lo siamo tutti e su questo potete giurarci e scommetterci pur non ammettendolo mai.

Io, che tra gli stupidi, sono tra coloro che meglio rappresentano la stupidità me vanto.

Si, sono stupido perché, per quanto cerchi di combatterla, raggirarla, scrollarmela di dosso, non riesco proprio a far sì che mi senta affrancato da questo fardello.

Sono stupido perché non mi rassegno alla vostra faciloneria, a quella superficialità che vi attanaglia.

Siete sempre pronti al giudizio, mai una volta che siate pronti a compiere un passo indietro e alla competizione mai sceglierete il confronto.

Sono stupido perché non saprei cosa farmene di confrontarmi con la gente di questo tempo perché “Mi dispiace, ma io so’ io e voi non siete un cazzo”.

La vostra approssimazione vi porta a giudicarmi presuntuoso e tutti siete certi che queste parole siano tratte dal Marchese del Grillo citate da uno straordinario Alberto Sordi; ed io sorrido alla vostra stupidità e ve ne sono grato, immensamente; mi fa sentire meno stupido.

In fondo non mi dispiace essere stupido soprattutto quando dalla vostra bocca escono frasi fatte e citate, orgogliosamente, di Schopenhauer senza aver mai letto “Parega e paralipomena” o “L’arte di insultare” tantomeno “Taccuino italiano”.

Parlate dell’amore e nemmeno riuscite a sfiorare il concetto che l’amore è solo una puttana che onora la bellezza e nella bellezza che trovereste l’amore ma di bellezza ancora una volta vi dico “non ne capite un cazzo” come del resto io, che onoro la stupidità.

Si, l’amore lo cercherei in una puttana; quale sarebbe lo scandaloso pensiero per cui lo cercherei tra chi per soldi regala l’illusione di un amore lampeggiante ad ore, chi meglio potrebbe dirvi cosa sia l’amore se non una donna che per amore, di certo non il nostro, vende il suo corpo.

L’amore lo troverete tra chi disperatamente cerca di vendervi qualcosa, che sia il corpo o il proprio cuore, la mente o, raramente, l’anima.

Dunque pur sempre di mercimonio si tratta e, per favore, non venite a dirmi che è cosa ben diversa; sono stupido e dunque autorizzato per volontà divina a dirlo e certamente non sarete voi, stupidi, ad insegnare ad uno stupido cosa sia l’amore.

Però, quale stupido, posso dirvi che l’amore è una puttana che onora la bellezza ma non sarei mai un puttano che non è in grado di onorare nulla se non l’erezione del proprio maschilismo; e nessuno come me, stupido e puttano, potrebbe meglio confermarlo.

Mi fate pena, a volte compassione, quando di Cecco Angiolieri conoscete solo “S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo” e mai avete letto “I sonetti curati da Massera”, e mai vi è sfiorata per la testa il paragone con “se fossi un angelo… in testa vi piscerei”.

Già, sono stupido e non smettete di pensarlo, non dimenticatelo vi prego.

Se volessi qualcuno che parlerebbe del mare andrei dai pescatori lungo il molo, se volessi qualcuno che mi insegnerebbe qualcosa del mare andrei di certo dai marinai, se volessi qualcuno che racconterebbe del mio mare, quello che parla la stessa lingua nostra, andrei da Nelson e dunque se volessi conoscere d’amore chi se non da una puttana andrei per parlarne ed avrebbe di cose da insegnarmi; non quelle che meschinamente pensate voi in questo momento, ma di quelle cantate e raccontate da Claudio Gnut in “nu poche ‘e bene “; allora scoprirete che anche una puttana ha cuore e sentimenti ben più profondi di uno stupido qualunque.

Se volessi qualcuno che insegnerebbe qualcosa sulla Divina Commedia non andrei di certo da Benigni, ma da uno che di terzine ne capirebbe veramente qualcosa come Federico Pier Maria Sanguineti.

Non andrei da chi affazzona parole e versi ma da chi crudamente, realisticamente, saprebbe di certo insegnarmi qualcosa e non con quelle frasi fatte tratte da libri mai letti.

Sono stupido e non parlo di fisica quantistica o di matematica, ma in qualità di stupido potrei essere un poeta, un menestrello, un saltimbanco, un Bosse de Nage certamente stupido ma in grado di autodistruggermi come auto referenziarmi.

Non sono come voi, sono soltanto stupido, ma mai come vorrete che io diventi, come questa società impone a tutti voi che vi prodigate nell’accontentare e conformarvi per confondervi tra gli stupidi ; sono stupido ma anche ribelle e folle e non vi odio, vi compiango e infondo “non voglio uccidervi ma distruggervi” con la vostra stessa stupidità che vi pervade, con il vostro perbenismo che vi nasconde, vi cela perché, a differenza mia, vi vergognate della vostra stupidità, io no, ne sono fiero e orgoglioso e me ne vanto e per questo motivo “mi dispiace, ma io so io e voi, non siete un cazzo” perché questa non è mai stata solo la battuta in un film ma tratta dai sonetti di G.G.B.

Ora sono sicurissimo che la vostra stupidità vi indurrà ad aprire il fantastico mondo cibernetico per scoprire chi è G.G.B. o forse un Bosse de Nage sempre che siate stupidi matricolati perché se siete soltanto stupidi manco vi interessa scoprirlo e dunque relegati solo alla stupidità che tanto adoro.

Parlate di Napoli come di filosofi o poeti senza aver mai vissuto città, filosofi e poeti.

Napoli “è nu vicolo astritto aro’ a gente se tocca, se parla cu’ l’uocchie e s’accarezza cu l’anema” ma voi questo non lo sapete a meno che non apparteniate alla classe più infima degli stupidi che rasenta quella degli stolti.

I napoletani, pur non ammettendolo mai, godono del furto a scapito di un uomo stupido ma danaroso di un orologio da trentamila euro; perché Napoli è puttana e vende la stupidità a chi la merita e sottrae la ricchezza a chi ne dispone proprio vendendo quello di cui più dispone, stupidità; come si venderebbe un corpo, un corpo senz’anima e dunque ben poca cosa; ci prendiamo l’orologio e vi doniamo un’emozione classificabile nel più antico dei mestieri.

Napoli è una puttana con le cosce sempre aperte, ma è anche amore; quell’amore che onora la bellezza di cui è intrisa, pervasa e stracolma. Ma noi stupidi, pur consapevoli della bellezza, continueremo ad onorare la stupidità.

Vi vedo come vermi strisciare sul mio corpo e mi verrebbe di lasciarvi cinque parole che nemmeno meritate, tantomeno vi direi di chi sono.

Sorrido, nel sorprendervi inorriditi da questa mia stupidità che vendo come una puttana qualsiasi, perché il termine in sé stesso vi scandalizza e vi rende non soltanto stupidi ma idioti.

Siamo intrisi di orgoglio quanto di banali pregiudizi, non siamo capaci di ubriacarci se non di vino scadente e non conosciamo la solitudine che dona pace mentre capaci di quella solitudine becera che vomitiamo per uniformarci alla moltitudine.

Sono stupido e me ne vanto ma non sono un idiota; non lo sono perché potrei sopportarvi solo in qualità di stupido, se fossi idiota sarei oltretutto privo di istruzione e di certo non sarei nemmeno più in grado di sopportarvi.

“ …voi non siete un cazzo “

( anche queste sono cinque parole )

 

 

 

 

 

 

 

Nato a Napoli non ho frequentato scuole degne di tale nome. Al compimento dei diciott’anni dopo il conseguimento del diploma sono subito stato assorbito dal lavoro soprattutto per motivi di sostentamento precludendomi la cosiddetta “Laura”. In compenso ho la laurea della strada, un master in sopravvivenza e vivo tutt’ora di espedienti. Amo leggere più che scrivere ed avendo raggiunto un’età che mi concede il lusso di dire ciò che penso non percorro strade che conducono al perbenismo bensì all’irriverenza. Non amo molto questo tempo e la conseguente umanità per cui sono definito un misantropo; ciò non toglie che la solitudine non precluda l’essere socievole e come tutti i solitari le persone le scelgo; il resto le guardo da lontano, senza avvicinarmi troppo. Se è vero che ogni mattina ognuno di noi fa una guerra per combattere il razzista, il moralista, il saccente che vive in noi, non ho alcun interesse nello scoprire che qualcuno questa guerra l’abbia persa e dunque la evito. Il resto sono cazzi miei e non ho intenzione di dirvi altro altrimenti, come Sanguineti, dovrei lasciarvi cinque parole che vi assicuro non vi piacerebbero.