Giro d’Italia 2019: percorso e favoriti

Condividi su
Share

di Gemma Delle Cave

In totale 3578,8 km divisi in 21 tappe, articolate in 3 cronometro individuali, 6 tappe pianeggianti, 7 tappe di media montagna e 5 tapponi di alta montagna, a partire dal prossimo 11 maggio e fino al 2 giugno, per una media giornaliera di 170,4 km. Questi sono i numeri che parlano della “Corsa Rosa” edizione 102, che partirà da Bologna, con arrivo sulla difficile erta del santuario di San Luca, e arriverà a Verona, nello splendido scenario del famoso anfiteatro romano al centro della città (entrambe tappe a cronometro).

L’altra tappa a cronometro sarà la nona, una frazione decisiva per la classifica generale che da Riccione si dirige verso lo Stato indipendente di San Marino, dopo 35 km, di cui la prima metà in pianura e la seconda metà lungo le pendenze dell’ascesa che porta nel centro abitato del borgo antico.

Tra le frazioni classificate come mediamente difficili, ma che comunque nascondono numerose insidie per gli uomini di classifica, ritroviamo la quindicesima, da Ivrea a Como, che ricalca il finale del Giro di Lombardia, con la successione del Ghisallo, della Colma di Sormano (senza passare per la deviazione che si dirige al muro affrontato nella “classica delle foglie morte”) e del Civiglio, con un arrivo mozzafiato sul lungolago e la dodicesima tappa, da Cuneo a Pinerolo, per ricordare l’impresa di Fausto Coppi nel Giro d’Italia 1949, in una frazione con le medesime sedi di partenza e arrivo, ma percorso differente.

Gli appuntamenti in alta montagna saranno cinque, tutti o quasi concentrati nell’ultima e decisiva settimana di corsa, in occasione delle giornate numero 13,14,16,19 e 20. I metri di dislivello saranno elevatissimi e saranno numerose le salite alpine che i corridori si troveranno ad affrontare, tra cui gli arrivi in salita del Lago Serrau in Piemonte, il Colle San Carlo, nella tappa con arrivo a Courmayer, ai piedi del massiccio del Monte Bianco, l’arrivo in salita del Monte Averna in Trentino e le scalate mitiche al Passo Gavia e al Passo del Mortirolo, con arrivo di tappa a Ponte di Legno. Per ulteriori e più dettagliate informazioni sul percorso e sulle tappe della “Corsa Rosa” 2019, ovviamente è possibile consultare il sito ufficiale del Giro d’Italia (http://www.giroditalia.it).

Anche questa edizione vedrà ai nastri di partenza alcuni tra i ciclisti più importanti e vincenti del panorama internazionale e moltissimi favoriti alla vittoria finale. In ordine di numero di gara, alla partenza da Bologna ci saranno corridori del calibro di Miguel Angel Lopez (terzo alla Vuelta e al Giro del 2018), Vincenzo Nibali (vincitore di 2 edizioni del Giro d’Italia, un Tour de France e una Vuelta di Spagna), Davide Formolo (secondo alla Liegi-Bastogne-Liegi di quest’anno), Bob Jungels (già sesto e ottavo al Giro e vincitore della Liegi del 2018), Simon Yates (vincitore della Vuelta 2018), Primoz Roglic, Egan Bernal e Tom Dumoulin (vincitore di un Giro e secondo sia al Giro che al Tour del 2018). Sarebbero dovuti essere presenti anche il campione del mondo in carica Alejandro Valverde ed Egan Bernal, giovane talento colombiano del Team Ineos (ex Team Sky), entrambi costretti a rinunciare, a causa di infortuni per una caduta in allenamento.

Non resta che aspettare che la carovana parta, come ogni anno, per questo viaggio che è di tutti gli Italiani, quasi un mese di battaglia sportiva, in cui le città, attraversate dal variopinto serpentone del gruppo lanciato verso il traguardo, si mettono in attesa e il tempo sembra fermarsi come succede nei giorni di festa, mentre in pochi secondi tutto finisce e non rimane che sperare che l’anno successivo il Giro passi di nuovo sotto casa propria.

Gemma Delle Cave

Adora l’arte e i viaggi, cui si dedica appena ho del tempo libero. Parla due lingue, inglese e francese, e sta imparando la terza. Leggere è il suo pane quotidiano: ha una piccola libreria piena di grandi classici, una continua fonte di ispirazione per lei. Dipingere è la sua passione da sempre, tanto che si può dire sia nata con matite e pennelli in mano e non avrebbe mai immaginato che, a breve, sarebbe diventata un ingegnere chimico…