Il nome giusto? Maradona Arena. In ogni caso, lo scelgano davvero i tifosi

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di Marco Muffato*

Stadio Diego Armando Maradona? Non ci siamo ancora. La proposta del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, di sintesi tra tutte le proposte arrivate, di denominare così quello che fu teatro per sette anni delle prodezze inarrivabili del Dies ha certamente un pregio: di cancellare l’irricevibile attributo “Comunale” inizialmente inserito e associato al nuovo nome dell’ex Sanpaolo.

Ma si può fare di meglio, caro Sindaco, per esempio comprendendo che il nuovo nome dello stadio di Fuorigrotta è una opportunità unica per esaltare il legame tra il giocatore più grande della storia del calcio e la piazza che l’ha amato profondamente oltre che a rendere un servizio alle sorti future della squadra azzurra. Il nome quindi non va scelto con superficialità, sarebbe bello che il Comune si facesse promotore di un sondaggio tra i tifosi con una rosa di almeno tre nomi.

Io il mio da proporre ce l’ho: “Maradona Arena” (proprio in questo ordine, “Arena Maradona” sembra suonare meglio ma a mio avviso ricorda un multisala cinematografico più che un tempio del football, ma ripeto sono gusti). La mia idea è che meno parole ci sono intorno al cognome Maradona meglio è, deve essere seguito da un solo termine, per assumere ancora più potenza evocativa: Arena è perfetto fa pensare a uno spettacolo di gladiatori in maglietta, pantaloncini e scarpette bullonate.

Il nome Maradona Arena apporterà con ogni probabilità tre ordini di vantaggi: 1) “Metus reverentialis”, timore reverenziale accresciuto negli avversari che calcheranno il prato dello stadio dedicato al numero uno di tutti i tempi (immaginate quale potrebbe essere la pressione del tifo per la squadra azzurra se al nome Maradona Arena si sommasse un restyling dello stadio con la soppressione della pista d’atletica e l’avvicinamento degli spalti al campo); 2) Giocare nel Napoli alla Maradona Arena avrà un appeal maggiore rispetto al passato per tutti i giocatori di valore del globo, rifiuti strani ne avremo molti di meno (sono professionisti, ma a parità di offerta e forse guadagnando qualche euro in meno avranno una motivazione in più a indossare la maglia azzurra nello stadio che prende il nome del Pibe).

In una parola il Napoli sarà un punto d’arrivo non di passaggio per un calciatore. 3) Per la società sarà una occasione di incrementare i ricavi per esempio con un museo interno allo stadio dedicato a Diego (sul modello di quello che c’è al Meazza a Milano) e agli altri grandi giocatori e momenti della storia azzurra, pubblicitari e di merchandising. Perciò, caro Sindaco, questo nome scegliamolo bene col cuore e con la testa. E chieda aiuto ai napoletani, non se ne pentirà.

*giornalista finanziario, tifoso del Napoli e maradonista organico  
Il Domenicale News

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