RAFA, E’ SUFFICIENTE PARLARE CHIARO: BASTA POCO, CHE CE VO’

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Vorrei parlare del tuo presidente ma in questo momento non mi piace vincere facile e allora mi rivolgo a te. Sì, proprio a te. Perché da te non me lo sarei aspettato.

Da te che sei stato capace di recuperare con il tuo Liverpool i tre gol di scarto che avevi accumulato nella finale Champions contro il Milan, da te che sei stato capace di interrompere in Spagna il dominio di Real Madrid e Barcellona portando al titolo il Valencia, da te che ci hai immediatamente ammaliato con il SIN PRISA SIN PAUSA, da te che hai una bacheca piena di trofei che noi, forse, vedremmo solo se iniziassimo a credere nella reincarnazione, da te che hai già catechizzato a suo tempo un presidente come Moratti, ecco, proprio da te non mi sarei aspettato un ‘’immazzarimento’’ così repentino e radicale.


Permetti ma sentirti parlare di dominio del gioco, di 33 tiri in porta, di occasioni gigantesche e quant’altro (per carità, hai detto solo verità, sia chiaro) mi ricorda tanto i famosi piagnistei di un toscano passato da queste parti e che tanto sono stati criticati. E’ nato il rafaelismo per la tua classe, per il tuo charme, per la tua schiettezza e sincerità e tu che mi combini? Mi sciorini il tabellino come se esistesse la vittoria ai punti o come se non avessimo visto mai una partita del genere. No, dai, mi hai abituato a tutt’altre interviste dopopartita, ma ti capisco.

E’ un momento che forse nemmeno tu prevedevi di passare e non trovi le parole, il sorriso e l’ironia che sono i tuoi segni distintivi. Magari vorresti esplodere e dire tante verità che non puoi perché, maledizione, il tuo ruolo ti impone di fare l’aziendalista convinto. Aspetta, aspetta, non vorrei sbagliarmi ma anche questa era una caratteristica comune al toscanaccio. Oh mio Dio, no, non ci posso credere. Vabbè, ti perdono, questa è la dimostrazione che sei umano e hai anche tu attimi di debolezza. Ma se penso, poi, che il giorno prima ho dovuto ascoltare dalla tua bocca che il mercato è stato fantastico oppure che esistono nemici che si nascondono dietro testate non napoletane e che questi possano avere chissà quali effetti devastanti sui risultati di una squadra fatta da fior di professionisti ed allenati da un allenatore esperto, navigato e vincente, beh, allora non ce la faccio a starmi zitto. Rafa, tu sei grande perché la storia ce lo insegna. Ma dimostrami che non parli così solo perché sei l’allenatore più pagato del nostro campionato, dimostrami che sai tenere la squadra isolata da questi fantasmi che hai deciso solo ora di voler vedere a tutti i costi, come se ti fossi svegliato all’improvviso da un brutto sogno. Napoli è questa, è così da secoli con le sue storture e con le sue bellezze e tu non puoi fare la parte dello sprovveduto perché non lo sei. Sai, mi sforzo ma non riesco a immaginare un giocatore come Albiol che giochi così perché un giornalista di Tuttosport, tanto per fare un esempio, ha osato criticarlo. E dimostrami anche che credi nel mercato fantastico che hai tanto vantato (ad oggi non si capisce il minutaggio dato ai giocatori acquistati anche con largo anticipo per portarli in ritiro, sarebbe strano che solo quelli che compriamo noi sono sempre fuori forma e da rimettere in sesto a differenza di tante squadre che subito li piazzano in campo anche con buoni risultati). Ma soprattutto Rafa, se non vuol farlo il presidente, fallo almeno tu: apri gli occhi e non raccontarmi la favola dello scudetto. Chè non sei nemmeno tanto bravo a convincermi che ne siamo all’altezza perché anche tu lo sai troppo bene. Certo, i miracoli esistono e ce li auguriamo tutti. E come dice un mio grande amico, siamo disposti a giugno a sottoporci ad un mega shampoo di cenere quale eventuale pegno. Ma, per ora, almeno tu non credere che abbiamo l’anello al naso. Non vogliamo vincere per diritto acquisito né tantomeno abbiamo l’obbligo di gioire ogni anno ma chiediamo almeno che non si abusi della nostra intelligenza e soprattutto della nostra pazienza. E’ sufficiente PARLARE CHIARO: basta poco, che ce vo’. 

flamacom

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