Scuola: riflessioni sulla Didattica a distanza

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Stiamo attraversando un periodo improntato sul distanziamento sociale e sulla salvaguardia della salute poiché una incontrollabile Pandemia si è impossessata delle nostre vite. Nulla è più come prima: la quotidianità, i rapporti sociali e familiari, gli impegni lavorativi. In questa emergenza, mai come adesso, si è pensato di creare dei ponti di comunicazione tra noi umani, tra adulti e adulti e tra questi ed i bambini, tra colleghi di lavoro, tra docenti  e studenti.

La didattica a distanza (Dad) e la formazione a distanza (Fad) hanno indotto a premere l’acceleratore sulla didattica digitale e sulle competenze ad essa connessa. Si è passati dalla didattica in presenza alla didattica in assenza: assenza del giusto ambiente di apprendimento da intendersi non solo come il giusto contesto del fare, dell’agire e dell’apprendere, ma anche come il giusto rapporto tra docente ed allievo in una giusta relazione di empatia, di scambio, di condivisione, di collaborazione; dove tutti, nessuno escluso, partecipa alla vita della classe.

Presi dall’irrefrenabile desiderio di essere presenti, di mostrare a tutti che la Scuola non arretra davanti alle difficoltà, sono state tralasciate alcune cose. L’incertezza, la privacy, la paura, la prudenza, la saggezza, l’inclusione, la sicurezza, lo smarrimento, i bisogni educativi speciali ed i bisogni emozionali, materiali e strumentali.

A scuola, che si conferma quale luogo in cui regna l’equità, non mancano a volte alcune disuguaglianze: economiche, ambientali e culturali; ma in classe si costruisce un ambiente di apprendimento in cui gli alunni possano disporre delle medesime opportunità.

Isolati nelle loro case, gli alunni sono stati confinati nella più forte diversità, ognuno col suo diverso spazio, con i suoi strumenti tecnologici (talora molto eterogenei) con i suoi multi variegati contorni familiari ed economici. Insomma, gli alunni con la Dad diventano vistosamente disuguali più di quanto si possa pensare.

Corsi, webinar, indicazioni ministeriali ci hanno convinto che la Didattica a distanza sarebbe stata la panacea a tutti i mali. Ma non è stato e non è così nel significato profondo e pieno del suo intento educativo. Non tutti gli allievi hanno i device, non tutti gli alunni hanno il contesto giusto per potersi connettere ad una classe virtuale, non tutti hanno determinazione e competenza per farlo.

I dati Istat parlano di un 46% di studenti del Sud senza computer a casa e di un 33% al Nord. Anche gli stessi docenti non sempre hanno avuto ed hanno situazioni plausibili e confortevoli per una connessione serena e produttiva.

Forse l’idea di far vedere che si è forti è più importante di far vedere che siamo fragili, a disagio, ed anche malinconici e preoccupati. Bisogna andare in prima linea, dice il Dirigente di turno ed il Ministro in carica. E dunque, anche se contrattualmente non sono obbligati, i Docenti si rimboccano le maniche e danno il via alla Didattica a distanza. Con prove ed errori; con ‘se’ e ‘ma’ grandi quanti la paura della pandemia, ma vanno in prima linea. L’unico intento è quello di sostenere gli alunni; ma tutto il mondo della scuola è sommerso di polvere; quella che hanno lasciato accumulare dopo una falsa partenza del Piano Nazionale Scuola Digitale.

‘Fate quello che potete, ma fate’: questo il monito ministeriale. Ed ecco i docenti, gli animatori digitali a fare didattica a distanza, anche con poco, in tempi brevissimi. I Docenti sono stati bravi, molti bravissimi, altri eccezionali! Molti, tanti Docenti in prima linea, però, purtroppo i più indifesi sono rimasti indietro: quelli che senza tecnologia non potevano partecipare (sia docenti che alunni). Qualcuno se ne è accorto e così hanno stanziato 85 milioni di euro (di cui 75 per l’acquisto di TIC, Tecnologie dell’informazione e della comunicazione) per fornire device a chi non li ha.

Il mondo sprofonda. Non ci sono medici, infermieri, ospedali, mascherine, gel disinfettanti, tute e occhiali di protezione. Chi può se li procura a spese proprie, anche i medici che lavorano in prima linea. Registriamo la morte di 110 medici e 25 infermieri. E per quanto hanno suggerito di devolvere i soldi della Dad alla Sanità, c’è stato silenzio; nessuna voce ha risposto! La didattica a distanza deve procedere. E così è stato. Tutti i docenti ed i Dirigenti a mettersi in discussione, a sperimentare questo nuovo mondo della didattica on line.

Ora si parla anche di VAD, Valutazione a distanza, ed anche qui ci sarebbe da riflettere. I Docenti, da sempre, si è visto, mettono in campo ogni energia pur di raggiungere lo scopo quale quello della educazione, istruzione e formazione degli alunni e degli studenti; si mettono in discussione sempre, fanno sostituzioni continue, si adattano ad ogni disagio e ad ogni imprevisto, in classe come a casa, in questa evidente emergenza.

Ma ai rischi di incorrere in denunce, in violazione dei dati personali dei docenti e degli studenti, di ledere i diritti di alcuni e lasciare fuori una buona fetta di non abbienti, nessuno ci ha pensato abbastanza. Finita l’urgenza si conteranno anche i danni da DAD e sicuramente anche quelli della valutazione a distanza, perché non ci sono i margini per poter affrontare una valutazione esaustiva e pertinente; perché, va ricordato, la valutazione non è assolutamente solo numerica, ma è predittiva, costruttiva, formativa, sommativa, orientativa e attraverso un device molto, tanto si perde del suo valore. Tra l’altro si rischia di lasciare indietro chi è già indietro.

Non è un monito alla Dad, alla Fad ed alla Vad (che dette così sembrano le sorelle d’oltralpe di Qui, Quo e Qua), in realtà però dovevano prevedere un codice deontologico per i Docenti; occorreva ed occorre un regolamento procedurale per i genitori sottoscritto e vincolato, con sanzioni per coloro che avessero infranto o infrangono le regole; occorreva, ed è inderogabile, una regolamentazione disciplinare per gli alunni; necessitava e necessita di Linee guida e revisioni contrattuali.

Leonardo da Vinci era contrario alla pratica senza scienza, ad edificare senza fondamenti matematici. La pratica di una didattica a distanza senza la formazione su una didattica a distanza ci rende forti o ci indebolisce? Sarebbero bastate Linee Guida e tempi ponderati per valutare le piattaforme più sicure per la Scuola (sistemi protetti, dove le utenze sono gestite dalla Scuola nel pieno rispetto della privacy) ed assicurare così una partenza più giusta per una “didattica della vicinanza”.

Avvicinarsi ai discenti senza correre il rischio di implodere in un sistema di tutela dei dati e della privacy, di indefinite lezioni front-office sincrone che hanno portato molti docenti al tracollo ed allo stress. La didattica a distanza è divenuta un impegno da assicurare e dunque non ci è dato più passarla al setaccio o rinviarla. Va “comunque assicurata”! (Art. 2 comma 3 del decreto8 aprile 2020 : “Il personale docente assicura comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza “). Va assicurata, si badi, ma non è un obbligo.

Hanno gettato in mare docenti e discenti chiedendo loro di imparare a nuotare, attraverso la sola intelligenza artificiale; ma qualcuno si è avvilito e qualcun altro è ‘affogato’ nel mare magnum del Web; ma tra critiche e fretta pareva che l’importante fosse far sapere al mondo che c’era l’intento di “insegnare a galleggiare”. “Come il nocchiere.. senza bussola che mai ha certezza dove si vada”, come diceva Leonardo, i Docenti hanno viaggiato veloce piuttosto che galleggiare, anche a costo di aumentare l’ansia. Ciò non può che fargli onore, ma non deve farci dimenticare che per fare una buona didattica, una consona formazione ed una pertinente valutazione a distanza occorre molto, ma molto di più di una connessione via etere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Angela Cascella

Interessata alla Letteratura e con una forte passione per la scrittura, Angela si è laureata dapprima in Lettere Moderne e poi in Giornalismo. Non appena ha iniziato a lavorare, a 21 anni, è stata organizzatrice di eventi; poi ha lavorato nei Beni Culturali presso i maggiori musei campani; da 16 anni è Docente di ruolo. Ha sempre inseguito il suo sogno di scrivere. Si è cimentata in racconti, poesie, scritti diaristici, scritti personali; ha collaborato alla stesura di tesi e testi letterari. Ha pubblicato svariate poesie con la casa editrice Pagine. E' stata curatrice letteraria di due libri:” lI lato oscuro dell’Amore”(Storie di Stalking) e “Usi e costumi della Costiera Amalfitana” . Ama il sole ed il mare. Ama il teatro ed il cinema. Ama cantare. Ama viaggiare, anche con la mente. Soprattutto...Ama Amare.