Uomini e maschi

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di Alessandra Hropich

Con un amico giornalista ci si confronta, ad un certo punto lui si imbatte in una precisazione quando gli dico (meravigliata)  che amo il suo ragionare sulle cose mentre molti uomini sono poco inclini al ragionamento. Ebbene il mio amico mi frena, dicendo: ” Ma esistono gli uomini e i maschi, con gli uomini puoi parlare di tutto, con i maschi puoi parlare delle loro dimensioni e roba simile. Fattelo dire da me che conosco bene il mondo maschile!”

So bene di aver incontrato molti maschi nella vita ma chi sono i maschi? Sono gli uomini immaturi. Con il maschio non puoi parlare granché, lui ci tiene soprattutto a raccontare le sue prodezze sessuali e guai naturalmente a contraddirlo, crolla tutto.
Il maschio non si confronta perché, il confronto, lo vede come una minaccia alla sua virilità.
Il maschio ha bisogno di conferme e basta una sola domanda e sparisce senza spiegazioni, cosa può spiegare chi non non è cresciuto mentalmente? Chi si trova a suo agio nel virtuale è assolutamente maschio, lì camuffa bene il tutto e si sente sicuro, nel virtuale si immagina anche di essere un amante strepitoso.
Chi ama competere e rivaleggiare è maschio, colui che vuole farla franca, idem.
L’ immaturo non sa affrontare la sua sofferenza, né la sua vita, la evade e così vive sacrificandosi lui.
Nulla affronta ma tutto subisce, il maschio.

-Con un Uomo invece trovi tutto ciò che non trovi nel maschio.
Con l’ uomo parli e ti confronti perché sembra avere la risposta per ogni cosa o comunque ci prova, un uomo non lo metti mai in difficoltà e trova piacevole il confronto sempre e ti seduce con il suo cervello.

Tutte le persone adulte svolgono numerosi ruoli. Non si è soltanto ingegnere (ad esempio) ma anche figlio, marito, padre, collega, amico, parente. Esiste un lato emozionale che non può essere uguale per tutti i ruoli. Come padre, ci si emoziona verso il figlio, come ingegnere, al lavoro, non ci si può emozionare come il padre verso il figlio.

“La maturità mentale di un soggetto risiede nella capacità di gestire i tanti ruoli con flessibilità.
-Qui risiede la differenza tra uomo e maschio.
La persona immatura si dedica soprattutto ad un solo ruolo, immagino un uomo che vive pensando quasi esclusivamente al lavoro, impegna tutte le energie diventando bravo, ovvio, fa solo quello!
Tipico caso di soggetto immaturo è quello di uno che fa quasi soltanto una cosa trascurando persino la cura di sé, delle relazioni sociali vere, il ruolo di marito, padre, ecc, certo che così si finisce con il far bene il proprio lavoro mentre, negli altri campi non si sa fare nulla bene, ci si rifiuta di impegnarsi in altri ruoli come si fa invece per il lavoro.
È immaturo l’uomo che si porta il lavoro a casa e che non sa parlare quasi di altro, l’ uomo che non si interessa di ciò che fa la moglie e magari la esclude dai suoi impegni o la si sopporta.

Esistono molti immaturi e te ne accorgi da come si pongono, sono quasi monotematici, parlano di lavoro o di sesso (anche se non lo vivono, lo immaginano) e nessun immaturo accetta di non vivere più la sessualità, conta il fare: fare cose di lavoro, fare sesso (va bene anche solo immaginarlo) non è importante come ci sente realmente dentro perché l’ immaturo si trascura anche fisicamente ed emotivamente.
Magari uno è bravissimo in matematica, sa molto del computer ma non capisce la moglie, gli amici/che, è un disastro nei rapporti sociali veri, preferendo quelli virtuali  in cui non si è giudicati perché non ci si conosce.
Ecco esempi tipici di maschi perché sono rimasti mentalmente ed emozionalmente dei bambini, privi di ogni spessore morale”.
Citando in questo pezzo virgolettato l’estrema sintesi del pensiero di un noto Sociologo.

Se parli con uno che sa solo svolgere il suo lavoro mentre non cura davvero il resto della sua vita, sai già che ti racconterà le sue prestazioni, le sue fantasie erotiche e le sue ambizioni professionali perché vorrebbe brillare anche in ambito sessuale e lavorativo (dai racconti) ma nulla di più perché l’ immaturo non si confronta, si racconta e pretende di essere creduto.

Ma la felicità?
Un immaturo non sa essere felice perché è un uomo incompleto, si preclude troppi ruoli.
Si può essere immaturi anche in età pensionistica ed oltre, non crescere mai mentalmente ti preclude mille aspetti emozionanti della vita che uno sceglie di non vivere perché ripiegato su un solo ruolo.
Da questo dipende la felicità di ogni persona, uomo o donna che sia, chi vive prevalentemente di una sola ragione o delle stesse poche cose, si preclude gli altri aspetti importanti della vita stessa e non riesce ad essere felice perché la felicità la si rintraccia in mille emozioni dettate da più ruoli.
Solo una vita piena garantisce la gioia di vivere costante e la maturità serve ad essere tante cose in una persona sola.

” LA VITA NON S’ INGANNA: SI GODE O SI PAGA.”
Cit Padre Angelo Benolli.

E i maschi o immaturi si rendono poi conto di pagare la vita che invece sanno godere gli Uomini.

Per informazioni sul libro della dottoressa Alessandra Hropich dedicato alla vera felicità:
https://www.youcanprint.it/la-felicita-ve-la-do-io/b/62150c3f-b50b-5a3d-a224-ed8dd9c9c6b1

Alessandra Hropich

Scrittrice e Pubblicista. Esperta di tematiche sociali, Relatore, Opinionista. Mi occupo di Comunicazione aziendale, Istituzionale e politica. All' Avvocatura ho preferito la Comunicazione perché adoro raccontare la realtà, fatti rigorosamente veri.