“Lo sciame sismico si è concluso ieri alle 11:59 con 217 eventi, incluso quello più forte, di magnitudo 4.7, del venerdì. Da allora la sismicità si è ridotta, sia come numero sia come intensità. In questo momento abbiamo pochissimi eventi sismici che si sono verificati nelle ultime 24 ore”. Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, fa il punto con l’agenzia Dire su quanto sta accadendo nell’area dei Campi Flegrei.
“Il sollevamento del suolo – rileva Pappalardo – continua con lo stesso tasso che stiamo registrando oramai da febbraio, cioè di 1 centimetro al mese, per cui ci aspettiamo ancora sismicità: al sollevamento del suolo è sempre associata la sismicità, che quindi continuerà. Si alternano fasi di maggiore tranquillità a fasi in cui si possono invece avere eventi anche più energetici come quelli che abbiamo misurato nei giorni scorsi. Ci aspettiamo un comportamento non diverso da quello che abbiamo avuto negli ultimi mesi e anche negli ultimi giorni”.
11 SISMI OLTRE M4, NON CONTA SOLO MAGNITUDO
La scossa di magnitudo 4.7 registrata ai Campi Flegrei il 31 luglio è stata quella di maggiore intensità dell’attuale fase di bradisismo ai Campi Flegrei, iniziata nel 2005. Si tratta, come spiega alla Dire Lucia Pappalardo, direttrice dell’Osservatorio Vesuviano dell’Ingv, “dell’undicesimo sisma di magnitudo maggiore o uguale a 4 dal 2023 a oggi”, cioè da quando la crisi è entrata in un periodo particolarmente intenso. “Ci sono state già fasi molto simili a questa: l’anno scorso – ricorda – sono stati registrati due eventi di magnitudo 4.6, entrambi nel 2025. La situazione non è molto diversa dagli ultimi anni. Però sono stati registrati più danni“.
“QUELLO DEL 31 LUGLIO UN TERREMOTO ENERGETICO E SUPERFICIALE”
“Questo – aggiunge la direttrice dell’Osservatorio Vesuviano – dipende dalle caratteristiche del territorio più che dal terremoto in sé. Quello del 31 luglio è stato un po’ più energetico e localizzato in modo abbastanza superficiale, a una profondità di 2,6 chilometri, inoltre le onde sismiche possono essere più o meno amplificate a seconda di dove avviene la rottura, cioè della sorgente del terremoto e degli strati di roccia in cui si propagano. Ci sono delle zone in cui si può amplificare e altre in cui si può smorzare. L’effetto in superficie non dipende solo dalla magnitudo, ed ecco il problema, ma dipende anche da dove è localizzato il terremoto, dalle condizioni degli edifici e da tutta una serie di fattori che sono indipendenti dalla magnitudo stessa”.
Pappalardo anche nel pomeriggio di oggi ha partecipato a un vertice in prefettura per un aggiornamento della situazione: “Le riunioni sono continue”, sottolinea.
Agenzia DIRE – di Nadia Cozzolino – 03/08/2026 – dire.it