Aspettando un altro romanzo di Maurizio de Giovanni…

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Maurizio de Giovanni è molto più di uno scrittore, è un appassionante prosatore, fautore di una narrativa che fa innamorare tutti: il poliziesco ed il mistero che diventano parola, racconto intenso; perché de Giovanni sa essere materia e sostanza dei romanzi gialli; ma con “Sara al tramonto” – uno degli ultimi romanzi – quello di de Giovanni è un esaltante esordio noir.

La narrativa di De Giovanni  è un giacimento di idee, di situazioni, di creazioni. Penna lucida e creativa; che vive la città di Napoli per osmosi; che si fa travolgere da personaggi real- fantastici e mette insieme racconti che rapiscono tutti.

Un tramonto, una panchina, una storia inusuale, diversa, unica. Sara Marozzi, ex poliziotta in pensione, è una donna attualmente sola che porta con se un bagaglio di ricordi a partire dalla sua vita privata, nella quale ha preferito rinunciare al suo ruolo di madre e moglie per inseguire l’amore vero; alla sua vita lavorativa che le ha permesso di acquisire doti che l’hanno resa particolare in tutto il suo cammino. Sara, donna inespressiva, meticolosa, osservatrice, attenta nelle conversazioni e capace di percepire anche il “non detto”.

La sua dote: l’invisibilità; accompagnata anche dal suo aspetto trasandato e anonimo ; capelli grigi e occhiaie dettate da lunghe notti insonni. Tormentata dall’impotenza dinanzi alla morte del figlio, dal suo grande amore, Massimiliano, che le ha lasciato ricordi e turbamenti dopo la sua morte e da Viola, compagna incinta del figlio defunto, che ha trovato sollievo in quella donna misteriosa considerandola come una madre e trascorrendo con lei pomeriggi dinanzi un tramonto alla solita panchina.

Nonostante questo Sara non riesce a rinunciare al suo lavoro, si rimette in gioco accettando la proposta di “Bionda”, Teresa Pandolfi, collega e amica che proveniva dai Servizi.
Con l’aiuto di Viola e dell’ispettore Davide Pardo arriveranno a concludere l’arcano che pervade la casa Molfino, una figlia tossicodipendente, Dalila Molfino, accusata dell’uccisione del padre, ma soprattutto dell’affidamento della sedicenne, figlia di Dalila, in pericolo di vita. La trama è intensa, il racconto vorticoso, il romanzo è appassionante tanto che trascina, con un enigma da scoprire ed un coinvolgimento unico.

Lo stile ‘de Giovanni’ è chiaro, scorrevole, pulito e rende il tutto davvero accattivante; ad un certo punto, potresti essere talmente coinvolto dalla lettura, da sentirti invisibile.

di Angela Cascella e Giuseppina Gragnaniello

 

Il Domenicale News

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