di Pasquale Di Fenzo
Due giornate di squalifica e 15.000 € di multa. Tutti d’accordo. Tutti soddisfatti. Fin da subito si era costituito il plotone di esecuzione contro Antonio Conte, che io, a questo punto, candiderei direttamente a prossimo Nobel per la Pace.
Non per le sue gesta calcistiche, prima da giocatore e poi da allenatore. No. Per essere riuscito dove nessuno aveva mai osato neanche immaginare: mettere d’accordo interisti, milanisti, romanisti e juventini! Tifosi, giornalisti, opinionisti e fancazzisti a vario titolo, qualcuno anche napoletano, hanno subito condannato il comportamento del mister azzurro.
Giusto così. Non solo la squalifica, ma pure la multa, che però doveva essere più pesante, così la prossima volta impara! Si era capito da subito che aspettavano solo quello. A unisono, come direbbe Verdone e magari con l’applicazione di un bel braccialetto elettronico per non sfigurare.
Io però vorrei tornare indietro di qualche giorno, esattamente a Napoli-Verona. E non mi riferisco a quello che era successo in campo. E che forse è riconducibile al successivo comportamento di Conte. Quello lo hanno visto tutti. Ma proprio tutti! Onestamente non mi sarei aspettato che tutte le trasmissioni, tutte le TV, tutte le moviole, fossero d’accordo sulla pessima gestione del VAR in quella partita: Il Napoli fu penalizzato.
Ma non è questo il problema, non è la prima volta e purtroppo non sarà neanche l’ultima. Quello che vorrei stigmatizzare, visto che non ha meravigliato nessuno e nessuna parola è stata scritta o pronunciata in merito, è quello che è successo subito dopo. Il Sig. Gianluca Rocchi, di professione designatore arbitrale, quello che chiama gli arbitri “i miei ragazzi”, ha giustamente tirato le orecchie agli arbitri di campo e di var di Lazio-Fiorentina per aver ignorato un evidente rigore a favore della Lazio. Ha meritatamente fermato il segnalinee di Parma-Inter per aver chiamato un fuori gioco inesistente a un giocatore del Parma che era partito dalla sua metà campo. Ma, udite, udite, ha clamoro-samente promosso a pieni voti gli arbitri di Napoli-Verona, sia di campo che di var, che tutti gli addetti ai lavori avevano unanimamente bocciato fin da domenica sera.
Bergonzi e Adani alla DS si indignavano e a Mediaset, Graziano Cesari, forse per per non piangere, se la rideva. Qualcuno più intelligente di me, e non ci vuole molto, saprebbe spiegarmi questa anomalia? Forse Rocchi stava già distrattamente pensando alla mannaia che da lì a qualche ora stava per abbattersi sul collo dell’intera classe arbitrale italiana di cui lui è il degno e massimo rappresentante? Ah, saperlo!