La sfida del Principato di Monaco: uno splendore di diversificazione economica

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Si tratta della seconda nazione più piccola al mondo (dopo lo Stato della Città del Vaticano) e sorge sulla sommità di una zona costiera pittoresca, confinante su tre lati con la Francia e bagnata lungo la parte meridionale dal Mar Mediterraneo: è il meraviglioso Principato di Monaco. Uno dei microstati più conosciuti al mondo, noto soprattutto per una tassazione particolarmente agevolata (fin dal 1870 il principio generale del fisco monegasco é l’assenza di qualsiasi imposizione diretta!), oltre a beneficiare di una economia eccezionalmente florida.

Per decenni il Principato ha vissuto unicamente dei proventi del suo casinò, mentre attualmente la forte spinta di visitatori stranieri ha fatto sì che il turismo sia divenuto il principale fattore reddituale del Paese, riducendo i profitti del gioco d’azzardo al solo 5%. Ad oggi i cittadini censiti nel Principato di Monaco sono circa 32.000, ma solo 6.000 sono possessori del passaporto monegasco o nati nel territorio (19% della popolazione). La fetta più grande di abitanti è costituita da cittadini francesi e italiani, oltre a 125 ulteriori nazionalità. 

Ogni mese dell’anno, il Principato offre importanti eventi: dalle feste da ballo dall’atmosfera glamour (come il Ballo delle Rose della Principessa di Hannover in marzo), agli esclusivi concerti all’aperto dell’Orchestra Filarmonica di Montecarlo (che si tengono a luglio nel Palazzo Reale), per poi proseguire con importanti rassegne sportive (il Master Series di tennis in aprile, il famosissimo Gran Premio di Formula 1 di maggio e la Maratona Internazionale ricadente nel mese di novembre).

Recentemente il Principe Alberto di Monaco ha posto l’attenzione su quelle che saranno le nuove sfide economiche del suo microstato; non solo turismo di lusso, ma anche crocevia di affari globali. Il piano da 2 miliardi di euro per la nuova estensione territoriale sul mare, infatti, oltre alle nuove scommesse digitali (programmi sul 5G di Monaco Telecom) e alle nuove collaborazioni con i cinesi, dal turismo ai satelliti per le tlc, consentiranno all’economia del Principato di fare un enorme balzo verso il futuro. 

Come ha spesso asserito lo stesso Principe, dunque, il suo business plan green – nel segno della sostenibilità – è quello di strizzare l’occhio alle tecnologie avveniristiche, senza tuttavia dimenticare i business storici per il Principato e la sua City finanziaria. Perché la lezione trasmessa da suo padre Ranieri risiede in un unico concetto cardine: quello della “diversificazione economica”.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.