Terrore al Palazzo di Giustizia

Condividi su
Share

(FOTO: SKY TG24)

Molti visitatori del Palazzo di giustizia di Milano avranno avuto paura, dopo aver sentito ben 11 colpi di pistola, di star vivendo un attacco di matrice islamica; invece era un italiano, Claudio Giardiello, munito di Beretta militare 7,65, con regolare permesso di possesso ma non di porto d’armi ,ad aver scatenato l’inferno.

L’uomo, di origine beneventana, ha evaso il controllo dei metal detector, passando per una traversa laterale, su via Manara, dove in genere passano gli avvocati e dove basta esibire il tesserino, in questo caso falso, per accedere all’interno. All’interno quasi un porto di mare kafkiano, dove questo demente, a cui si è spappolato il cervello, dopo sei anni di beghe  a causa di società immobiliari fallite, protagonista di loschi traffici, in lotta con il mondo, ridotto talmente male da falsificare la firma dell’ex moglie per racimolare qualche soldo, ha scatenato un vero e proprio inferno.Voleva punire tutti quelli che, secondo lui, avevano contribuito alla sua rovina: tre morti, un avvocato di 37 anni che doveva testimoniare contro di lui, un coimputato che risulta essere anche suo nipote, infine cambia piano. Scende al terzo,  e colpisce il giudice Fernando Campi, 71 anni, in procinto di andare in pensione e colpevole di giudizi precedenti, che ha difeso dalla mattanza una sua collaboratrice.

Dopo il Giardiello si è diretto al suo scooter , regolarmente parcheggiato, ed ha guidato per 27 minuti , prima di essere raggiunto dai carabinieri.

La prima osservazione è sui livelli di sicurezza, invero scadenti, e sulla facilità di andare in giro con un’arma , tra l’altro evadendo il metal detector. Il Responsabile della sicurezza , il procuratore generale Mario Minale, dovrà spiegare come mai il Palazzo, prima una sorta di fortino difeso dai carabinieri, ha perso questa fondamentale tutela; in realtà l’appalto per la sicurezza è passato a società private, molto meno addestrate dei carabinieri.

La seconda osservazione riguarda il profilo di Giardiello , la cui devastazione mentale ha portato ad una strage; un uomo del sud, trasferito in Brianza , dove lavora nell’edilizia, con un periodo di lauti guadagni . Poi arrivano i guai finanziari ; lui che fino a 10 anni fa era brillante, danaroso, poi è diventato un truffatore, entra in un brutto giro,  che lo ha portato alla bancarotta per una cifra ridicola, 220.000 euro, il prezzo di un appartamento! Progressivamente si accanisce prima contro gli avvocati, si allontana dalla famiglia, entra in una spirale depressiva. Paranoia.  Strage.

Sebbene le vittime della sua follia siano state tre, più due feriti gravi, i riflettori sono accesi sul mondo della magistratura ; da più parti lo sdegno dei colleghi , condivisibile, ha generato qualche interrogativo; parlare di caduta di rispetto nei confronti della magistratura, di tentativo di delegittimazione del lavoro dei giudici, ci è sembrato fuori luogo e soltanto un modo per creare la polemica a tutti i costi.

Ci sembra molto più grave l’atteggiamento di chi, su Twitter, difende l’operato di Giardiello ; Alba Dorata, organizzazione di estrema destra, lo difende! Poverino, strangolato dallo Stato infame, deve essere appoggiato. Hanno avuto il coraggio di organizzare una sottoscrizione per pagargli gli avvocati…speriamo che qualcuno di loro ricordi che un loro collega , di appena 37 anni, è stato barbaramente ucciso proprio dal povero Giardiello!

Gelsomina D'Anna

Tra scuola e fantasia, tra giovani e ricordi, tra innovazione e tradizione, tra torto e ragione, il cammino e le riflessioni di una donna sempiternamente alla ricerca della verità.