“Il progetto Soccorso Rosa nasce per rispondere alle gravi criticità che, nella prassi giudiziaria, ostacolano la piena tutela delle donne vittime di violenza e dei minori coinvolti come vittime di violenza assistita, nonostante l’esistenza di un articolato quadro normativo nazionale e internazionale (Convenzione di Istanbul, Cedaw, Codice rosso e normativa a tutela dei minori)“.
Lo ha spiegato Elvira Reale, componente del comitato scientifico di Protocollo Napoli, che ha presentato e lanciato il progetto nel corso del webinar conclusivo della campagna, organizzata con il supporto dell’agenzia Dire, contro l’uso della Pas/alienazione parentale nei tribunali che si è snodata attraverso iniziative lungo tutto il 2025.
Con questo progetto il comitato scientifico di Protocollo Napoli – di cui fanno parte anche Caterina Arcidiacono, Antonella Bozzaotra, Gabriella Ferrari Bravo ed Ester Ricciardelli – intende “proseguire l’azione di contrasto delle frequenti forme di vittimizzazione secondaria e istituzionale, derivanti da interpretazioni distorte delle norme, dall’utilizzo di prassi valutative non conformi ai diritti umani e dalla persistente negazione della violenza nei procedimenti civili e minorili che si attua ricorrendo principalmente al costrutto dell’alienazione parentale contro cui si è svolta la nostra campagna nel corso del 2025”.
Soccorso Rosa, spiegano, “si configura come una rete multidisciplinare, indipendente e super partes, finalizzata a fornire supporto qualificato ai team di difesa delle donne nei procedimenti civili e penali, attraverso pareri giuridici e psicologici, orientamento strategico e sostegno tecnico nell’applicazione delle convenzioni internazionali. La rete ha l’obiettivo di mettere in connessione associazioni, avvocati, psicologi esperti in trauma da violenza e consulenti in diritto internazionale, operando in modo coordinato e integrato. Essa intende fornire pareri qualificati, supporto tecnico agli avvocati, orientamento nelle scelte giudiziarie e si propone di intervenire per segnalare prassi scorrette, costrutti ascientifici e violazioni dei diritti umani agli ordini professionali, alle istituzioni e agli organismi competenti. Obiettivo centrale del progetto è garantire l’effettiva applicazione delle leggi e delle convenzioni vigenti, promuovere una cultura giuridica rispettosa dei diritti e tutelare la salute e la sicurezza delle donne e dei bambini, prevenendo abusi istituzionali e forme di persecuzione giudiziaria, in particolare, provenienti da partner e ex-partner, nella fase post-separativa della relazione”.
“Infine, attraverso attività di monitoraggio, segnalazione e sensibilizzazione istituzionale e culturale, il progetto – concludono le componenti del comitato scientifico di Protocollo Napoli – mira a rafforzare l’effettività delle tutele, proteggere il superiore interesse del minore e consolidare una cultura giuridica conforme ai diritti fondamentali delle donne e dei bambini”.
Agenzia DIRE – 27/01/2026 – «www.dire.it»