Due amici, una chitarra e…uno spinello

Condividi su

1 giovane su 5 ha fatto uso almeno una volta di droghe leggere. Dei fruitori di Cannabis, Hashish e Marijuana, il 30% afferma di aver iniziato solo per sfida. A illustrare il dato probabilmente anche la conoscenza che i giovani hanno delle droghe leggere: 2 su 5 confidano che chi ne faccia uso sia definibile “drogato”.
Non tutti sono a favore della legalizzazione, difatti circa il 40% non è convinto sia la risoluzione migliore per combattere la malavita. Questo è quanto emerso da vari studi nel settore su circa 1500 studenti tra gli 11 e i 25 anni, sulla scorta del controversia sulla legalizzazione delle droghe leggere.
A rivelare l’uso di Hashish, Cannabis e Marijuana almeno una volta è circa 1 studente su 5. Di questi, 3 su 4 si dichiarano consumatori abituali. Ad angosciare è il dato riguardante quel 21% di compratori, spinti non dal piacere personale ma dall’esigenza di conformarsi, cosi diviso: Il 17% per seguire gli amici, il 4% invece per non scontentare il partner amoroso. Oltre 1 ragazzo su 2 ha iniziato a fare uso di droghe leggere influenzato dagli amici, mentre circa il 30% afferma di aver iniziato solo come provocazione.


Il 27% dei ragazzi afferma tranquillamente che lui o un suo amico ha fumato uno spinello anche tra i banchi di scuola. Come hanno reagito gli insegnanti? Il 21% degli utilizzatori di droghe leggere anche a scuola afferma che i suoi professori hanno chiuso un occhio e fatto finta di niente, il 30% racconta che hanno preso provvedimenti disciplinari e il 6% dice di essere stato sgridato privatamente. Allarmante è anche la percezione del fenomeno tra i più giovani. Per il 38% di loro fumarsi uno spinello non equivarrebbe a drogarsi*. 
Tutto ciò non è una causa ma piuttosto un effetto, un rifugio, una fuga, qualche cosa in cui si cerca ciò che non si ha o non si trova, la Nostra città non è esente da questo fenomeno, se cammini a piedi e guardi a terra per scansare altro puoi facilmente notare sigarette “svuotate” chiaro segnale che li si “fuma” il coppetiello o la canna. Li vedi raggruppatiagli angoli delle strade, fuori i bar o in posti poco illuminati, anche ragazzi e ragazze di 12-13 anni seduti quasi sempre di domenica pomeriggio a prepararsi il loro trastullo. Spesso, proprio vista la loro giovane età, non riescono a capire i danni che queste sostanze spesso manipolate per dare una “resa” maggiore possono provocare; oltre ai danni irreversibili alla salute ci sono gli stati di intossicazione che non passano semplicemente fumando di meno ma hanno bisogno di vere e proprie terapie di disintossicazione. Chi ha un occhio attento riesce ad accorgersi che il proprio ragazzo fa uso di stupefacenti, altri vuoi per poca attenzione o per impegni lavorativi riescono ad accorgersi soltanto quando si iniziano a manifestare comportamenti strani e lesivi per la stessa salute di chi si droga, perché si Hashish, Cannabis e Marijuana sono droghe: è inutile fasciarsi la testa e giustificare i propri figli dicendo “ ma quella è una sigaretta”. A questi genitori consiglio di andare a fare un giro con i propri figli negli ospedali specializzati dove sono ricoverati questi ragazzi che hanno abusato si queste sostanze, spesso accompagnate da superalcoolici e nel peggiore dei casi pasticche che essendo prodotte in laboratorio possono provocare danni al cervello, questa tipologia di danni sono irreversibili, il mio consiglio da genitore di un giovane che spero possa non trovarsi mai in questa situazione è quello di essere presenti, un ragazzo “fumato” ha comportamenti che si notano e soprattutto dai loro occhi si può facilmente capire tanto, partendo dall’idea che il mestiere di genitore è quello più difficile. E il drogato, pur essendo una vittima, di se stesso, degli altri, di una situazione, non è un “malato”. Considerandolo tale, si rischia di passarlo da una categoria di emarginazione (la droga) a un’altra (la malattia) con conseguenze forse peggiori.

*Fonte skuola.net

Nato a Napoli, emigrato a Casoria da circa 30 anni diplomato come Geometra e Perito Tecnico Commerciale, iscritto al Corso di Laurea triennale in Scienze Ambientali e Protezione Civile presso l'Università Politecnica delle Marche, da sempre impegnato nel mondo del volontariato, ha costituito nel 2007 a Casoria il Gruppo di Protezione Civile Le Aquile provando con esso a diffondere sempre di più la cultura della sicurezza e della prevenzione ed impegnandosi a portarla nelle scuole, esperto sulle tematiche di sicurezza sul lavoro e formatore in collaborazione con vari enti Nazionali accreditati, attivo collaboratore della vita cittadina ed attento alle tematiche sociali che affliggono il territorio.