Finisce l’era Fuccio tra delusioni e accuse

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Si è conclusa poco fa la conferenza stampa con la quale l’ormai ex sindaco di Casoria Pasquale Fuccio ha spiegato ai cittadini le motivazioni della sfiducia. Grandissima partecipazione di pubblico, diverse centinaia i presenti, accorsi per ascoltare le ragioni che hanno portato, due giorni fa,  14 consiglieri alla firma delle dimissioni davanti al notaio.

Nella prima parte del suo discorso, Fuccio ha esposto tutto i progetti realizzati in questi 920 giorni di amministrazione, partendo dalle azioni di riequilibrio delle casse comunali, continuando con la rete di videosorveglianza, l’isola ecologica, le politiche sociali e le attività di riqualificazione ed aggregazione del territorio, come lo street food e l’iniziativa “La Via dei Santi”.

“Ho lavorato incessantemente insieme alla mia squadra di governo e non ci siamo risparmiati su nulla, abbiamo intercettato fondi regionali ed europei per portare avanti progetti che potessero garantire migliore vivibilità e sostenibilità del territorio e il sostegno degli imprenditori locali e dei cittadini che hanno creduto in noi è stato fondamentale”. Tante dunque le iniziative intraprese, alcune portate a termine, altre che non hanno ancora avuto modo di vedere la luce prima della firma della sfiducia. Sfiducia che, ricordiamo, ha visto protagonisti non soltanto l’intera opposizione, ma anche cinque consiglieri che fino a giovedi, sono stati seduti tra le fila della maggioranza in consiglio comunale: Angelo Russo, Giuseppe Barra, Mauro Ferrara, Vincenzo Carfora e Franco Russo.

“Dopo due anni e mezzo di lavoro, di tensione, di passione, 5 consiglieri comunali della maggioranza hanno deciso di interrompere il cambiamento che, con fatica, stavamo portando avanti”, ha tuonato Fuccio. “E sono diventati strumento nelle mani di chi gli ha concesso di trattare la propria libertà”. E subito il riferimento alla nomina del Presidente di Casoriambiente, la società partecipata del comune che conta una cassa di 18 milioni di euro, che è stata la vera pietra dello scandalo. “A dispetto del nome che mesi fa mi era stato sottoposto, l’ iter amministrativo per la nomina della Presidenza,  è stato svolto in più tappe, nella più totale trasparenza e legalità, guardando alle competenze e alla professionalità di ciascun candidato. Questo ha portato all’individuazione del Presidente nella figura del Dott. Giacinto Giardini, e ciò ha fatto sì che i consiglieri firmati si siano sentiti fuori dalla maggioranza ed abbiano pensato di tendermi quello che, nella sostanza, è stato un agguato, un accoltellamento alle spalle. Non hanno sfiduciato me, ma la città intera. Non sono arrabbiato, non ho rancore. Si deve arrabbiare chi perde un posto di lavoro, chi perde dei soldi. Chi invece perde un sogno rimane deluso. E io, oggi, sono deluso”.

Riteniamo che l’eterogeneità della coalizione di Fuccio da risorsa si sia trasformata ben presto in un ostacolo  serio. I problemi, ci sembra di capire, erano rappresentati dalla mancanza di collegialità e di pluralismo rispetto a scelte che, in genere in politica vanno condivise. Tra l’altro, lo stesso Fuccio, nel corso del suo discorso ha fatto cenno all’accusa che spesso gli veniva posta da una parte della maggioranza, di essere accentratore e con una propensione al pluralismo nelle scelte ridotta al lumicino. Maggioranza decisiva quindi nella sfiducia al primo cittadino, con la “complicità” dovuta dell’opposizione che, nel corso di questi due anni e mezzo – spesso si è rivelata inadeguata, inconcludente e approssimativa, nonostante i proclami vuoti e inconsistenti di inizio mandato.

Finisce così, dopo due anni e mezzo, l’era Fuccio. E Casoria si prepara a nuove elezioni, probabilmente già nel prossimo mese di maggio.

Il Domenicale News

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