Napoli – Lazio: una Partita da dimenticare … e non solo per il risultato

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Non commento il risultato sportivo poiché colleghi ben più accreditati di me nel settore lo fanno con molta maestria, voglio soffermarmi però sulla questione sicurezza interna ed esterna allo stadio S. Paolo, prima e dopo l’evento sportivo. Sia chiaro che non critico le regole, ma l’applicazione delle stesse che avviene con molta approssimazione. Iniziamo con il dispositivo traffico: i solerti agenti di polizia locale chiudono le strade non consentendo neanche a chi palesemente dimostra di avere un posto dove parcheggiare o di essere residente ( consentendo però anche in questo caso l’accesso ad alcuni privilegiati), ma questo passa in secondo piano quando ai controlli ai tornelli, famiglie comitive e persone perbene vengono controllati come se fossero delinquenti e non riescono a far passare bottigline di acqua o altre bibite. Addirittura un disabile con tanto di copia del decreto di inabilità si è visto costretto a lasciare il proprio bastone ( ausilio necessario alla deambulazione ) e poi sugli spalti compaiono petardi laser o altro… Più volte durante la partita in questione è stato dato l’annuncio di non utilizzare laser, ( a questo punto non è meglio che ai tornelli fosse abbinato un metal detector?); altra cosa impossibile da attuare è che gli steward vorrebbero far occupare i posti assegnati ai possessori di biglietti, cosa che accade appena aperti i varchi ma che appena il flusso dei tifosi aumenta passa subito in secondo piano e così facendo ci si ritrova ad occupare posti non assegnati e spesso ci si trova che ad inizio partita (con giusta ragione) arrivano i possessori del biglietto assegnato al posto occupato e iniziano le scaramucce tra il pubblico. A partita finita poi viene il bello, si nota come un rilassamento nella maglia del dispositivo traffico, con 50 o 60 mila persone che si riversano in strada per raggiungere auto o mezzi pubblici e ci si ritrova a dover “ combattere” con centinaia di vetture e migliaia di motorini e moto che sfrecciano zigzagando tra le persone. Tutto ciò è assurdo, oltre che molto pericoloso, non è pensabile che accada ciò, poche le vetture dei “vigili” che restano a presidiare i varchi chiusi in precedenza per cui si aprono le maglie dello stesso “dispositivo traffico” ed è come se si desse l’ordine “al mio via scatenate l’inferno”. Non è una situazione normale, ma ormai sembriamo non scandalizzarci più, presi dall’idea che qui…tutto è possibile. E non facciamo niente per cambiare lo stato delle cose.

Umberto Simonetti

Nato a Napoli, emigrato a Casoria da circa 30 anni diplomato come Geometra e Perito Tecnico Commerciale, iscritto al Corso di Laurea triennale in Scienze Ambientali e Protezione Civile presso l'Università Politecnica delle Marche, da sempre impegnato nel mondo del volontariato, ha costituito nel 2007 a Casoria il Gruppo di Protezione Civile Le Aquile provando con esso a diffondere sempre di più la cultura della sicurezza e della prevenzione ed impegnandosi a portarla nelle scuole, esperto sulle tematiche di sicurezza sul lavoro e formatore in collaborazione con vari enti Nazionali accreditati, attivo collaboratore della vita cittadina ed attento alle tematiche sociali che affliggono il territorio.