di Floriana Grieco
C’è un momento che ogni turista ricorderà della sua visita a Napoli. Non è il panorama di Via Partenope, né il Cristo Velato o una pizza nel centro storico.
Quel momento arriva pochi secondi dopo essere sceso dal treno.
Le porte della Stazione Centrale si aprono e davanti agli occhi del visitatore compare Piazza Garibaldi. È il principale ingresso della città, il luogo dove Napoli dà il benvenuto ai suoi visitatori.
Il 29 novembre 2019 veniva inaugurata la nuova Piazza Garibaldi, al termine di una delle più importanti opere di riqualificazione urbana degli ultimi decenni, firmata dall’architetto francese Dominique Perrault e costata circa 100 milioni di Euro di soldi pubblici.
Una piazza moderna, con oltre 37 mila metri quadrati riqualificati, nuove aree pedonali, alberature, illuminazione, spazi verdi e un grande anfiteatro urbano.
Durante la cerimonia inaugurale l’allora ministro delle Infrastrutture rivolse ai napoletani un appello semplice quanto significativo: «Abbiate cura di questo luogo meraviglioso.»
E l’allora sindaco Luigi de Magistris parlò di una piazza che sarebbe stata “difesa dai cittadini e non dalle forze dell’ordine”. Parole che oggi, a distanza di anni, sembrano quelle di un semplice affabulatore.
Perché una grande opera pubblica non termina con il taglio del nastro. Comincia proprio da lì. E le promesse fatte non si sono trasformate in realtà.
Oggi Piazza Garibaldi continua a rappresentare una delle aree più problematiche della città.
Via Firenze, Via Milano, Corso Novara, Porta Nolana e le strade circostanti sono da anni oggetto delle segnalazioni di residenti, commercianti, associazioni civiche e operatori turistici che denunciano degrado urbano, mercatini abusivi, sporcizia, abusivismo commerciale, microcriminalità e una diffusa percezione di insicurezza.
Nel gennaio 2025 centinaia di residenti e commercianti sono scesi in strada per chiedere un intervento deciso delle istituzioni contro quello che hanno definito uno stato di degrado ormai insostenibile, chiedendo un presidio permanente e una riqualificazione effettiva dell’area. I residenti sono ormai ostaggi del degrado. La sera in tutto il quartiere vige un coprifuoco non dichiarato, perché per la gente non è sicuro girare in strada.
Una percezione dei cittadini che ha trovato riscontro anche nelle decisioni delle istituzioni.
Dal 2025 Piazza Garibaldi è stata inserita tra le aree sottoposte a misure straordinarie di controllo.
Con il Piano “Stazioni Sicure”, coordinato dalla Prefettura di Napoli, nel solo primo mese di attività sono state identificate 22.440 persone, di cui 4.225 con precedenti di polizia, con 15 arresti, 50 denunce e numerosi provvedimenti di allontanamento.
Numeri che raccontano più di qualsiasi slogan o promessa ammiccante, che rivelano un problema non episodico, ma strutturale. E questo degrado non risparmia, ovviamente, i turisti che si trovano a camminare in una Napoli ben diversa da quella raccontata in tv e sui social.
Secondo Federalberghi Napoli, nel 2025 il capoluogo ha registrato livelli elevati di occupazione alberghiera, confermandosi tra le principali destinazioni italiane ed europee.
Parallelamente, dal 1° marzo 2025, il Comune ha aumentato l’imposta di soggiorno, spiegando che le maggiori entrate sarebbero servite anche a sostenere servizi come pulizia, sicurezza e manutenzione urbana.
Facendo due conti in tasca al Comune, nel 2025 l’imposta di soggiorno ha garantito un gettito stimato tra 23 e 29 milioni di euro. È quindi legittimo, sulla base delle dichiarazioni del Sindaco, chiedere quale quota venga effettivamente investita nella manutenzione, nel decoro e nella sicurezza di Piazza Garibaldi.
Certo, Napoli ha dimostrato negli ultimi anni di saper organizzare grandi (e numerosi) eventi, concerti e manifestazioni di livello nazionale e internazionale. Sono iniziative importanti.
Ma nessun concerto può sostituire il primo impatto che un visitatore ha con la città.
La migliore promozione turistica non è un palco.
È un marciapiede pulito.
È un’aiuola curata.
È un turista che può raggiungere il proprio albergo senza attraversare mercatini abusivi, rifiuti accumulati o situazioni di degrado. In sicurezza. Anche di notte.
Le cronache raccontano con regolarità di sequestri, controlli, denunce, sgomberi e nuove operazioni contro abusivismo e illegalità nell’area della stazione. Segno che il problema viene affrontato, ma di certo non adeguatamente.
E ai nostri amministratori forse andrebbe ricordato ogni giorno l’invito ad aver cura “di questo luogo meraviglioso”, un invito a una responsabilità collettiva, che parte da chi la amministra.
Perché la vera riqualificazione non è soltanto quella che inaugura una piazza. Che organizza una stagione di concerti.
La vera riqualificazione concede ai residenti, nonché contribuenti, una qualità di vita che si possa definire degna, e ai turisti di ricordare la città solo per le bellezze che offre.
Napoli possiede un patrimonio culturale, artistico e umano straordinario.
Merita che il suo ingresso principale sia all’altezza della sua reputazione internazionale.
Perché Napoli non inizia a Piazza del Plebiscito o sul lungomare.
Comincia a Piazza Garibaldi, fuori dalla Stazione Centrale.
Ed è lì che Napoli continua, ogni giorno, a giocarsi la sua immagine.