Salisburgo vs Napoli – Giudizi e voti di Pasquale Lucchese

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Meret: Anche a Salisburgo tra i principali protagonisti. Voto 7.5

Koulibaly: In sofferenza in diversi frangenti, rimedia con esperienza e fisico; responsabilità sul secondo pari dei padroni di casa. Voto 6

Luperto: Preciso, ordinato, bada al sodo pensando alla sostanza e non alla forma. Voto 6.5

Malcuit: Ingenuo (per non dire altro) in occasione del fallo da rigore; si fa perdonare con una buona fase propositiva e con l’assist, deviato, che Mertens capitalizza. Voto 6-

Di Lorenzo: Ancora a sinistra, meno brillante del solito pur offrendo una prestazione sufficiente. Voto 6

Zielinski: Per un’ora è irritante, migliora vistosamente nella seconda parte di gara quando viene spostato al centro. Voto 6

Ruiz: Ottimo inizio poi cala per riprendersi nel secondo tempo che termina giocando sul versante di sinistra. Voto 6+

Allan: Lottatore instancabile, migliore performance d’annata. Voto 7-

Callejon: Geniale l’assist di testa per Mertens, entra anche nel secondo vantaggio; gara di sacrificio e consueta intelligenza tattica. Voto 6.5

Lozano: Qualche sprazzo di calciatore si è intravisto, per quanto fumoso. Il terrore che siamo di fronte ad un acquisto (importante) non indovinato resta forte, benché inizi gradualmente e a piccoli passi a scemare; la speranza è che (il terrore) possa sparire il prima possibile! Voto 5.5

Mertens: Doppietta (eguagliato e superato un certo Maradona nella classifica dei nostri marcatori) ed un assist: trascinatore. Voto 8.5

Subentrati:

Insigne: Entra deciso e diventa decisivo con una marcatura la cui bellezza è in primis nel controllo e poi nella conclusione, baciata anche da un pizzico di buona sorte. Che dimostri di esser veramente e seriamente nella testa cresciuto. Voto 7+

Llorente: Prova a far salire la squadra nei minuti finali. Voto 6

Elmas: Voto 6

Ancelotti: Sfida di un’intensità spaventosa, il Salisburgo è compagine insidiosa, forte, giovane e coraggiosa che può contare su un reparto offensivo tecnico e atletico, guidato da un norvegese, una forza della natura del 2000, che pare avere le stimmate del predestinato.

L’impatto nostrano è buono, altrettanto quello austriaco, ne esce fuori un primo tempo divertente, mai banale, vissuto sui nervi e sul filo dell’equilibrio, come testimonia l’1-1 con cui le squadre vanno negli spogliatoi.

Ripresa velatamente più “tattica”, il Napoli riesce a frenare l’impeto dei talentuosi avversari, si riporta avanti, ma appena cala di concentrazione e si distrae becca il secondo pari. Il 2-2 dura un minuto, Dries da goleador si trasforma in assist-man, Insigne ringrazia e fa tris, esultanza matta e polemiche (e polemicanti…) alle spalle!

Successo prezioso che può valere molto più dei tre punti e del primo posto in classifica nel girone di Champions; una vittoria che può rappresentare uno spartiacque decisivo per una squadra che cresce e deve crescere nella consapevolezza del proprio valore.

C’è molto da fare e da migliorare, ma è necessario in primis che noi piazza usciamo dalla stantia e logorante e logorroica e auto-flagellante  narrazione del bel gioco e della organizzazione come supremo e assoluto target da raggiungere.
Se dopo aver vinto in casa di una formazione che non vedeva il suo campo violato da 70 partite, di cui 20 europee, devo leggere/ascoltare lamentele perché per alcuni tratti siamo stati ‘in loro balia’, mi sale rabbia ed un profondo e sincero e sbagliatissimo  sentimento di ‘odio’ verso i miei ‘fratelli di tifo’.
A questi ultimi, tifosi e opinionisti che siano, voglio solo ricordare che i tempi in cui la A italica dettava legge in Europa sono lontani anni luce: il calcio è in continua evoluzione non solo tattica, e il Salisburgo per quanto sia “solo” una rappresentante del football austriaco, rifilerebbe tre palloni ad almeno 16/17 club della nostra fantasmagorica massima serie.

Archiviata per 14 giorni la Champions, ora testa al campionato, necessaria una dimostrazione di continuità e maturità.

Arbitro: Voto 6

Salisburgo: Che fosse una squadra ostica era scontato, bastava rammentare i tre gol ad Anfield Road (3-0/3-3/4-3), ma non pensavo potesse arrivare ad un simile livello, anche e soprattutto nelle individualità.

Pasquale Lucchese

Nato 34 anni fa a Napoli, da sempre residente a Casoria. Laureato in Storia alla Federico II, militante politico, impegnato nel mondo dell'associazionismo e del volontariato. Oltre alla storia, e alla politica, l'altra passione è il calcio, in particolare il Napoli. Il colore preferito è, ovviamente, l'Azzurro!