Ex Ilva, l’Arpa fornisce dati preoccupanti. Genitori occupano la scuola Deledda di Taranto

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di Alessandro D’Orazio

I genitori degli alunni iscritti all’istituto comprensivo Deledda del rione Tamburi di Taranto, il quale comprende anche le scuole Vico e De Carolis  hanno occupato attraverso un presidio permanente l’edificio posto a ridosso delle cosiddette “collinette ecologiche”. A scatenare le proteste delle famiglie sono stati i nuovi dati rilevati dall’Arpa Puglia in merito alle indagini dei terreni delle barriere artificiali, erette nel corso degli anni Settanta ed utilizzate per dividere le case del quartiere dall’ex acciaieria Italsider (poi Ilva e oggi Arcelor Mittal).

A seguito della notizia dei rilevamenti effettuati è giunta una nota del Comune di Taranto, ove è possibile leggere: “L’Amministrazione comunale informa di aver ricevuto i primi risultati delle analisi aggiuntive richieste nel mese di marzo ad Arpa Puglia, a proposito della vicenda delle cosiddette collinette ecologiche al quartiere Tamburi. Come noto, per preservare da qualsivoglia rischio i piccoli frequentatori delle scuole adiacenti a quel sito, il Sindaco aveva disposto la chiusura temporanea dei plessi Deledda e De Carolis.

Lo stesso primo cittadino ha richiesto formalmente a sua eccellenza il Prefetto di Taranto, nella giornata di ieri, di riconvocare a stretto giro le Autorità aventi titolo sulla complessa vicenda, al fine di valutare compiutamente l’esito delle citate analisi, comprendere la fattibilità della eventuale messa in sicurezza delle collinette, ragionare dunque della rimodulazione degli ulteriori interventi con risorse pubbliche previsti in quei plessi ed infine stabilire se questi ultimi possano essere regolarmente aperti per l’inizio del prossimo anno scolastico”.

Nel frattempo, però, i genitori dei discenti con un apposito comunicato sostengono di non aver ottenuto le necessarie risposte dal Sindaco e per questo, alla luce dei dati appresi, hanno deciso di occupare in maniera permanente le scuole in questione, con specifico riferimento alla Deledda. “La nostra permanenza  – spiegano – sarà ad oltranza fino a quando chi di competenza non verrà a portare risposte concrete, certe e verificabili rispetto all’inizio del nuovo anno scolastico che ad ora è completamente incerto. Ribadiamo assolutamente che non vogliamo spostare i nostri figli e le nostre figlie presso istituti che si trovano al di fuori dei Tamburi perché pretendiamo di vivere e restare liberamente nel nostro quartiere”.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.