Il Congresso Mondiale delle Famiglie e le polemiche mai sopite su cosa rimarrà dei nuclei fondanti della nostra società

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di Alessandro D’Orazio

A Verona a partire dal prossimo 29 marzo e per i successivi due giorni si terrà il XIII Congresso Mondiale delle Famiglie (World Congress of Families, in sigla WCF). Si tratta di un evento in grado di unire differenti movimenti, che in tema di famiglia possono vantare una visione tradizionalista del termine. Il WCF riunisce, infatti, gruppi di attivisti antiabortisti e anti-LGBTQI racchiudendo al proprio interno frange di pensiero in gran parte riconducibili alla concezione di famiglia classica.

 

Ad oggi sono tre i ministri del governo italiano (Salvini, Fontana e Bussetti) ad aver garantito la presenza all’evento. Oltre a loro ci saranno anche il leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni, il senatore della Lega Simone Pillon, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia e il sindaco di Verona Federico Sboarina.

 

Inoltre va sottolineato che su questa edizione già da diversi giorni si sono accesi i riflettori relativamente alla querelle sulla concessione del patrocinio da parte della “Presidenza del Consiglio dei ministri” ed altre polemiche sono sicuramente attese nel corso dell’evento.

Secondo gli organizzatori: “Questo Congresso vuole riconoscere nella famiglia l’unico vero antidoto alla società liquida contemporanea”. E ancora: “Vogliamo che questo Congresso mostri la bellezza e la naturalità della famiglia. L’unione feconda tra uomo e donna resta il nucleo fondante di ogni società umana, per questo vogliamo che la famiglia venga aiutata e difesa sia in termini culturali sia in termini economici”.

 

Come immaginabile, però, è già stata annunciata una dura opposizione da parte di movimenti antagonisti alla visione tradizionale della famiglia. “Non Una di Meno”, rete femminista estesa su tutto il territorio nazionale, ha convocato infatti un corteo con tre giorni di mobilitazioni per parlare dei diritti delle donne e delle persone LGBTQI. La tre giorni, chiamata “Verona Città Transfemminista” sarà contestuale a quella del WCF. Alla contro manifestazione hanno aderito anche molti movimenti internazionali, oltre all’indizione di petizioni e campagne di comunicazione contrarie al Congresso. 

 

Ad ogni modo – differenti opinioni a parte – bisogna constatare che i valori collettivi tradizionali appaiono oggi notevolmente sbiaditi e la stessa famiglia, nella sua concezione di prima e fondamentale istituzione cui è affidata la socializzazione degli individui, risulta essere sprofondata in una crisi sempre più grave. Per questa ragione, solo grazie all’apprendimento e al rispetto delle norme etiche incarnate proprio da quei nuclei primi della nostra società potrà rifiorire un senso di rinnovamento spirituale insito nei valori intramontabili d’Occidente e a cui il mondo moderno ha biasimevolmente voluto rinunciare.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.