In vigore da giugno la nuova legge sul Governo dello Stato della Città del Vaticano

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di Alessandro D’Orazio

Il prossimo 7 giugno entrerà in vigore una nuova normativa che riorganizzerà in modo complessivo il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano al fine di renderlo più confacente al servizio ecclesiale da prestare. La nuova Legge era stata annunciata lo scorso 6 dicembre 2018 da Papa Francesco con un Motu Proprio recante la data del 25 novembre, Solennità di Cristo Re. 

 

La nuova normativa, che sostituisce quella approvata da San Giovanni Paolo II nel 2000 ed in vigore dal febbraio 2001, si ispira a tre principi fondamentali (razionalizzazione, economicità e semplificazione) e a quattro criteri specifici (funzionalità, trasparenza, coerenza normativa e flessibilità organizzativa). Il compito di effettuare la sintesi normativa è stato affidato dal Pontefice al cardinale Giuseppe Bertello, presidente della Pontificia Commissione per lo Stato della Città del Vaticano e presidente del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, coadiuvato da una Commissione di lavoro.

 

In particolare la nuova Legge prevede, in ottemperanza agli obiettivi sopra esposti, la riduzione degli organismi operativi: le Direzioni dalle 9 attuali passano a 7, oltre la Specola Vaticana quale organismo scientifico (Infrastrutture e Servizi; Telecomunicazioni e Sistemi Informatici; Economia; Servizi di Sicurezza e Protezione Civile; Sanità ed Igiene; Musei e Beni Culturali; Ville Pontificie) mentre gli Uffici Centrali passano dagli attuali 5 a 2 (Ufficio del Personale e Ufficio Giuridico).

 

La trasparenza è perseguita, inoltre, con una maggiore responsabilità dei dirigenti degli Organismi operativi mediante l’istituzione di un’Unità di Controllo ed Ispezione, nell’ambito del Governatorato. Questa nuova figura avrà specifici compiti di verifica sull’osservanza delle normative e delle procedure e di valutazione dell’efficienza ed efficacia delle attività degli Organismi stessi. Infine va sottolineato che la nuova normativa tende ad un moderato decentramento, responsabilizzando i titolari di Direzioni o Uffici, chiamati a rispondere dei singoli atti, dei risultati conseguiti rispetto agli obiettivi assegnati, della sicurezza dei luoghi di lavoro e della protezione dei dati.

 

Secondo Francesco il nascente testo normativo risponderà alla peculiare finalità istituzionale dello Stato della Città del Vaticano, designato cioè “per sua natura a garantire alla Sede di Pietro l’assoluta e visibile indipendenza”. I primi riscontri potranno essere però valutati solo al momento della sua effettiva applicazione.

Alessandro D'Orazio

Classe 1992. Una laurea in Giurisprudenza ed una in Operatore giuridico d’impresa. Nel mezzo l’azione: paracadutista, sommozzatore e pilota d’aerei. Classicista convinto, quanto Cattolico. Appassionato di viaggi, lettura e scrittura. Un’esistenza volta alla costante ricerca delle tre idee che reggono il mondo: il Bene, la Giustizia e la Bellezza. Senza mai perdere di vista la base di ogni cosa: l’Umanità. Se fosse nato sostantivo, sarebbe stato il greco aretè e cioè, la disposizione d’animo di una persona nell’assolvere bene il proprio compito. La frase che lo descrive: “Darsi una forma, creare in se stessi un ordine e una dirittura”. Il tutto allietato da un bel dipinto di Giovanni da Fiesole.