Il meccanismo della menzogna

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“La vera moralità consiste non già nel seguire il sentiero battuto, ma nel trovare la propria strada e seguirla coraggiosamente.”

Si parla continuamente ed in maniera sistematica di questione morale, di ciò che è giusto e ciò che è sbagliato in politica. Io credo che in realtà più che parlare della vera questione morale, cercando di creare gli anticorpi al fine di evitare degenerazioni del sistema, si utilizzino frasi fatte ed a convenienza per catturare l’attenzione del popolino, sempre attento alle manette, e che adora essere nella arena in attesa che sua, sia la scelta se lasciare in vita o meno il gladiatore attaccato dalle bestie feroci.

La cultura della legalità, la costruzione di percorsi nei quali tutti abbiano le medesime possibilità ed in cui la competenza acquisita sia l’unico elemento di differenziazione rispetto agli altri, e non strumento per arricchirsi ma per creare le condizioni di una società migliore e più equa, dovrebbe essere l’argomento di discussione di ogni campagna elettorale che si rispetti. Vedete non c’è questione morale,ma io preferirei non c’è crescita legale, ed umana se non si parte dalla verità di chi siamo e di cosa vogliamo essere nel futuro, e soprattutto se non si è capaci e credibili nel dimostrare che si è al servizio degli altri e non di noi stessi.

Perché il rischio è che in nome di manette populistiche il Paese vada sempre di più nel baratro della incoscienza e della irresponsabilità, ed ormai non bisogna attendere un anno o un decennio per vederne gli effetti e le conseguenze. Tutto è pervaso da un meccanismo fondato sulla menzogna, sul non voler riconoscere l’altro, sulla cancellazione dei diritti qualora non compatibili con l’idea di chi comanda. Non esiste più una base solida su cui costruire l’avvenire, viviamo sulle sabbie mobili, senza nessuna certezza per il futuro e pare che chi ci guida sia interessato solo a fornire biscotti al popolo, piuttosto che pane e companatico per il presente ed il domani.

Abbiamo perso la dimensione temporale, e nel farlo milioni di giovani lasciano la nostra terra, perché non ci sono aspettative, ma questo vale anche per chi decide di restare, in un sistema sempre meno professionale che limita e discrimina i bravi e competenti. Ed allora tutti salgono sul pulpito per parlare di giovani e futuro, e di questione morale, privi della giusta credibilità, se poi scopri che non hanno mai lavorato un giorno in vita loro, se hanno aziende in cui non pagano i lavoratori, o che è peggio hanno vissuto solo grazie alla politica.

Ed allora le parole non hanno senso, perdono di appeal, perdono della forza necessaria a cambiare le cose, ed il morale assume una posizione quasi grottesca. Lasciateci vivere di servizi pubblici efficienti, lasciateci studiare in scuole adeguate con professori motivati, lasciateci vivere del nostro lavoro senza dover rincorrere i debitori, abbiamo bisogno di questo, di legalità, trasparenza e modernità. Abbiamo bisogno di una Italia che possa parlare una lingua nuova : quella europea.

“La condotta etica dell’uomo deve basarsi effettivamente sulla compassione, l’educazione e i legami sociali, senza ricorrere ad alcun principio religioso. Gli uomini sarebbero da compiangere se dovessero essere frenati dal timore di un castigo o dalla speranza di una ricompensa dopo la morte. “

 

Maria Rusolo

Nasco in un piccolo paese della provincia di Avellino, con il sogno di girare il mondo e di fare la giornalista, sullo stile della Fallaci. Completamente immersa, sin dalla più tenera età nei libri e nella musica, ma mai musona o distante dagli altri. Sempre con una battaglia da combattere, sempre con l’insolenza nella risposta verso gli adulti o verso chi in qualche modo pensasse che le regole non potessero essere afferrate tra le dita e cambiate. Ho sempre avuto la Provincia nel cuore, ma l’ho sempre vissuta come un limite, una sorta di casa delle bambole troppo stretta, per chi non voleva conformarsi a quello che gli altri avevano già deciso io fossi o facessi. Decido di frequentare Giurisprudenza, con il sogno della Magistratura, invaghita del mito di Mani Pulite, ma la nostra terra è troppo complicata, per non imparare presto ad essere flessibile anche con i sogni e le speranze, per cui divento avvocato con una specializzazione in diritto del lavoro prima e diritto di famiglia poi, ma anomala anche nella professione e mal amalgamata alla casta degli avvocati della mia città. La politica e la cultura , i cuori pulsanti della mia esistenza, perché in un mondo che gira al contrario non posso rinunciare a dire la mia e a piantare semi di bellezza. Scrivo per diletto e per bisogno, con la speranza che prima o poi quei semi possano diventare alberi.