La fila della disperazione

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di Luca Tramici

“I soliti assembramenti, gente che dovrebbe restare chiusa in casa per il bene di tutti, sono degli incoscienti!”

E’ un mantra che in questi giorni ascoltiamo spesso. In questo caso, le cose sono diverse: nella foto c’è una fila composta da un centinaio di persone: poveri, molti senza fissa dimora, in attesa di ricevere un pasto caldo alla mensa del Carmine a Napoli.

C’è chi l’ha definita “la fila della disperazione o della fame” un numero che cresce in maniera esponenziale, come i contagiati del Covid-19, loro invece li possiamo definire i contagiati del Quarto Stato.

Tutti aspettano, chi in maniera dignitosa, e chi invece in altri luoghi come a Quarto,  con reazioni meno “ordinate” beccandosi denunce e fermi solo per aver protestato del mancato arrivo dei sussidi, dei buoni spesa e degli aiuti sociali.
Non fraintendetemi non voglio mica sostituirmi o criticare Conte, ma qui bisogna essere realisti: siamo davanti non solo ad un emergenza sanitaria ma ad un emergenza socio-economica iniziata anni addietro.

L’austerità, le privatizzazioni e i tagli al settore pubblico, il welfare che strizza l’occhio alle lobby più che ai cittadini, la corruzione e le continue migrazioni forzate dei tanti giovani, tanti appartenenti al settore sanitario, sono le vere cause di questo disastro che vede come unica via d’uscita, la corsa ai ripari, alle restrizioni delle libertà, attivando la macchina del terrore mediatico, invece che offrire concrete soluzioni per affrontare questa urgenza.

Caro PdC, non si affidi a task force che tendono a prolungare i loro incarichi e compensi invece che salvaguardare la salute dei cittadini, investa e creda nella ricerca scientifica ed economica grazie all’ausilio di figure competenti che possano individuare le risorse, e piani adatti ad attivare il ripristino del paese in tutta sicurezza.

Il Domenicale News

Il "Domenicale News" fondato e diretto da Pasquale D'Anna nel 2011, nasce dall'idea e dai bisogni di un gruppo di persone che attraverso il giornale e l'Associazione culturale Kasauri, editrice dello stesso, concretizzano la voglia e l'aspirazione di un desiderio di informazione libera, indipendente e generalista. Resta immutata la volontà di rivolgerci ad un pubblico che dalle idee è incuriosito perchè "Il Domenicale" è soprattutto frutto di una idea.